Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 19/01/2015 - Prima osservazione in diretta di un “lampo radio”. Ma l’origine del fenomeno rimane ...

    Prima osservazione in diretta di un “lampo radio”. Ma l’origine del fenomeno rimane misteriosa

    Prima osservazione in diretta di un “lampo radio”. Ma l’origine del fenomeno rimane misteriosa

     

     

    Dal 2007 gli astronomi sanno dell’esistenza di lampi radio di notevole intensità, indicati come Fast Radio Burst, FRB. Lampi è la parola giusta: durano pochi millesimi di secondo e possono provenire da qualsiasi direzione del cielo. Quindi è difficilissimo studiarli in modo sistematico. Quando ci si accorge di un FRB è già tardi per approfondire l’osservazione: di solito il segnale viene rilevato sui tracciati dei radiotelescopi mesi dopo la sua registrazione. Ma questa volta un gruppo internazionale di astronomi è riuscito a osservare un Fast Radio Burst in diretta. Lo strumento che ha permesso questa impresa è il radiotelescopio da 64 metri di Parkes in Australia, uno dei più sensibili tra i ricevitori parabolici (foto). Tra gli scienziati che hanno partecipato all’osservazione c’è anche Andrea Possenti dell’Inaf. L’articolo compare sulla rivista inglese “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society”. Il fenomeno è avvenuto il 14 maggio 2014. Rilevato mentre era in corso gli astronomi sono riusciti a puntare la regione del cielo da cui proveniva il lampo con 12 telescopi di vario tipo sparsi tra Australia, California, Isole Canarie, Germania, Hawaii e in orbita terrestre, osservando nelle bande infrarossa, ultravioletta e X. Nessun segnale però è stato captato al di fuori delle onde radio. «La mancata osservazione in altre bande elettromagnetiche non permette di dire quale sia la natura dei FRB – ha dichiarato Andrea Possenti, direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari – ma consente di escludere qualche ipotesi, come quella che essi siano associati a normali eventi di supernova che hanno luogo nell’universo vicino a noi». Altrettanto difficile è stimare la distanza percorsa dai segnali radio. L’analisi delle proprietà di quello osservato ‘in diretta’, basata sulla registrazione di tempi di arrivo leggermente diversi al variare della lunghezza d’onda di osservazione, indica che la sorgente poteva trovarsi fino a 5,5 miliardi di anni luce da noi.

    Altre informazioni nell’articolo originale: http://arxiv.org/abs/1412.0342

     

     

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