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  • 20/10/2016 - L’Europa su Marte: addio “Schiaparelli”, consoliamoci con Trace Gas Orbiter

    L’Europa su Marte: addio “Schiaparelli”, consoliamoci con Trace Gas Orbiter

    L’Europa su Marte: addio “Schiaparelli”, consoliamoci con Trace Gas Orbiter

     

    Si stanno spegnendo le ultime speranze di ricevere un segnale di vita dal lander “Schiaparelli” a 24 ore dalla sua discesa su Marte avvenuta nel pomeriggio del 19 ottobre. Il collegamento radio si è interrotto 50 secondi prima del previsto contatto con il suolo marziano. Oggi pomeriggio 20 ottobre l’Agenzia spaziale europea ha fatto sapere che i tecnici della missione sono riusciti a scaricare i dati trasmessi fino alla perdita della connessione e che ora questi dati sono sotto analisi.

    Andrea Accomazzo, responsabile delle missioni Esa nel sistema solare, ha riferito che fino al silenzio radio tutto aveva funzionato in modo nominale: il rallentamento aerodinamico all’ingresso nell’atmosfera marziana, la protezione dello scudo termico, il distacco dello scudo, l’apertura dei paracadute. Non ci sono al momento informazioni sul funzionamento dei retrorazzi a idrazina: risulta che si siano accesi e che abbiano funzionato per 3 secondi. Il tempo previsto per la frenata a retrorazzi fino a 2 metri dal suolo era di 30 secondi.

    “Schiaparelli” aveva soprattutto compiti di misure meteorologiche ma solo per due giorni perché poi si sarebbero esaurite le sue batterie. Molti tecnici Esa e Asi ora ricordano che si trattava non di un vero “lander” per ricerca ma soltanto di un “dimostratore”. E’ innegabile però che il “dimostratore” ha dimostrato di non essere riuscito a toccare dolcemente la superficie marziana, che rimane quindi un tabù per l’Europa (si ricorderà il fallimento del “Beagle” inglese).

    Non ci sono problemi invece per l’orbiter TGO che ha viaggiato per sette mesi con “Schiaparelli”: è entrato regolarmente in orbita marziana e tutto funziona a dovere. Non è tuttavia una “prima” europea: già Mars Express ha fatto altrettanto parecchi anni fa. Gli strumenti di particolare interesse italiano sul Trace Gas Orbiter    sono Nomad e CaSSIS. Nomad è un insieme di spettrometri ad alta risoluzione che cercherà di analizzare componenti dell’atmosfera marziana presenti anche in minime quantità. Per esempio il metano, che è in certi casi un sottoprodotto biologico, può essere rilevato fino alla concentrazione di appena 20 parti su mille miliardi. CaSSIS è una camera stereoscopica per riprese in 3D della superficie di Marte. La previsione è di compiere più di 30 mila singole osservazioni fino al 2022. Le attività ricerca con TGO saranno a pieno regime nel 2018.

    Altre informazioni:

    http://www.media.inaf.it/2016/10/20/accomazzo-solo-3-secondi-di-frenata-per-schiaparelli/

    http://www.media.inaf.it/2016/10/20/exomars-occhi-puntati-su-tgo/

     

     

     

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