Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 08/01/2016 - Seconda giovinezza per il satellite “Fermi”: un nuovo software potenzia il suo “sguardo” ...

    Seconda giovinezza per il satellite “Fermi”: un nuovo software potenzia il suo “sguardo” sui raggi gamma

    Seconda giovinezza per il satellite “Fermi”: un nuovo software potenzia il suo “sguardo” sui raggi gamma

    L’osservatorio satellitare “Fermi” per lo studio del cielo nei raggi gamma, la “luce” a più alta energia dell’intero spettro elettromagnetico, è andato in orbita nel giugno 2008. Sette anni dopo, un nuovo software potenzia le prestazioni dello strumento più importante che ha a bordo, LAT, Large Area Telescope, progettato per captare radiazione gamma tra 20 MeV e 300 GeV (l’altro strumento è un rivelatore di lampi gamma ad energie relativamente basse). Nel corso degli anni “Fermi” (disegno) ha fatto una grande quantità di scoperte e ha portato alla compilazione di quattro cataloghi di sorgenti gamma. Un grande successo per la missione, realizzata dalla Nasa con la collaborazione delle agenzie spaziali di Italia, Francia, Giappone e Svezia, tanto che si è deciso di mantenere “Fermi” in attività fino al 2018.

    Nel corso degli anni si era tuttavia notato che il software per l’analisi dei dati dello strumento LAT ricostruiva meno bene gli eventi a più bassa e più alta energia. Con quattro anni di lavoro questo software ora è stato completamente riscritto: si chiama PASS 8 e rende ancora più potente lo sguardo di “Fermi” sulle sorgenti gamma, collegate ai fenomeni più violenti dell’universo. All’aggiornamento del software di LAT hanno collaborato l’Agenzia spaziale italiana, l’Istituto nazionale di astrofisica e l’Istituto nazionale di fisica nucleare.

    I miglioramenti principali riguardano le energie più basse (dove però la risoluzione angolare dello strumento è piuttosto scarsa) e quelle più alte (dove invece la risoluzione angolare è al meglio). Per questo motivo – spiega un comunicato Asi-Inaf-Infn – i dati PASS 8 sono stati inizialmente usati per compilare un catalogo delle sorgenti rivelate da Fermi tra 50 GeV e 2 TeV, un intervallo di energia che, fino ad ora, era stato tipico dei telescopi gamma a terra.  Analizzando 61.000 raggi gamma con energie superiori a 50 GeV, Fermi ha rivelato 360 sorgenti, tre quarti delle quali sono riconducibili a galassie attive, mentre l’11% risulta collegato alle particelle accelerate da pulsar o da resti di supernova. Il restante 14% delle sorgenti non è associato a oggetti noti ad altre lunghezze d’onda. La loro origine è uno degli enigmi che ora forse potranno essere risolti.

    Altre informazioni: http://fermi.gsfc.nasa.gov/

     

     

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