Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 20/06/2015 - L’esperimento italiano HUMOR si avvicina alla Scala di Planck per sondare le fluttuazioni dello ...

    L’esperimento italiano HUMOR si avvicina alla Scala di Planck per sondare le fluttuazioni dello spaziotempo

    L’esperimento italiano HUMOR si avvicina alla Scala di Planck per sondare le fluttuazioni dello spaziotempo

    Per la prima volta un esperimento si è avvicinato alla possibilità di sondare lo spaziotempo nel tentativo di coglierne il tessuto discontinuo. L’esperimento, realizzato da un team tutto italiano, è HUMOR (Heisenberg Uncertainty Measured with Opto-mechanical Resonators). “Nature Communications” ne ha pubblicato i risultati il 19 giugno. Originale è la tecnica applicata, che si basa “microspie” sensibilissime costituite da risuonatori con dimensioni micro e nanometriche. Tali “microspie”, raffreddate a temperature vicinissime allo zero assoluto, potranno in futuro “ascoltare” il debolissimo rumore delle fluttuazioni dello spaziotempo, una fondamentale manifestazione del principio di indeterminazione di Heisenberg. Esplorare le fluttuazioni dello spaziotempo fornirà dati importantissimi per la cosmologia e per la fisica delle particelle. 

    Il problema cruciale della fisica contemporanea è mettere d’accordo la gravitazione (relatività generale di Einstein) con la meccanica quantistica. La teoria delle stringhe, uno dei tentativi più interessanti per ottenere questo obiettivo, presuppone che spazio e tempo, che a noi appaiono come un continuo, siano in realtà discontinui, cioè quantizzati, quando si scende alla “scala di Planck” (disegno), sulla quale la lunghezza minima discreta è di circa 10 alla meno 35 metri e il tempo minimo discreto è di circa 10 alla meno 43 secondi. HUMOR è ancora lontano dal raggiungere la scala di Planck ma le si è avvicinato abbastanza da far pensare a verifiche indirette delle teorie correnti. “Con esperimenti da tavolo a bassissime energie - spiega Francesco Marin, ricercatore di HUMOR, professore all’Università di Firenze, associato a INFN, LENS e CNR-Istituto Nazionale di Ottica – siamo riusciti a effettuare, per mezzo di laser e sensori elettromagnetici, misure di spostamenti e tempi con una precisione elevatissima, rilevando le microscopiche vibrazioni di oscillatori di diverse dimensioni e masse”. Questi strumenti non hanno ancora osservato una granulosità dello spaziotempo, ma hanno migliorato i precedenti record di precisione, aprendo la via verso scale sempre più piccole.

    Il link alla pubblicazione su “Nature Communications”: 

    http://www.nature.com/ncomms/2015/150619/ncomms8503/full/ncomms8503.html

     

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