Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 30/03/2016 - Dieci volte più forte del previsto il “rumore di fondo” gravitazionale. Tra qualche anno ...

    Dieci volte più forte del previsto il “rumore di fondo” gravitazionale. Tra qualche anno potremo ascoltarlo

    Dieci volte più forte del previsto il “rumore di fondo” gravitazionale. Tra qualche anno potremo ascoltarlo

    C’è grande eccitazione tra i fisici e gli astrofisici impegnati nella ricerca sulle onde gravitazionali, osservate per la prima volta il 14 settembre 2015 con le antenne americane LIGO. Due interessanti articoli compaiono sull’ultimo numero (31 marzo) di “Physical Review Letters”, la rivista della Società di fisica americana che l’11 febbraio ha ospitato il lavoro della collaborazione LIGO-VIRGO con l’annuncio della scoperta delle onde previste da Einstein cento anni fa. 

    Il primo riguarda una stima del “rumore di fondo” gravitazionale che dovrebbe pervadere l’universo tenendo conto della frequenza con cui statisticamente si verificano fenomeni che sono sorgenti di onde gravitazionali. La fusione di due buchi neri rilevata il 14 settembre – evento ora noto come GW 150914, rappresentato nel disegno – non dovrebbe infatti essere un fenomeno troppo raro e probabilmente più frequenti sono le fusioni tra stelle di neutroni che formano sistemi binari. Le collaborazioni LIGO e VIRGO, partendo dai dati dell’evento GW 150914, hanno stimato l’intensità del rumore di fondo gravitazionale che dovrebbe derivarne: il risultato sorprendente è che potrebbe essere dieci volte più forte di quanto prima ci si attendesse e che potrebbe essere “ascoltato” già tra pochi anni grazie al miglioramento di sensibilità delle antenne interferometriche. Tania Regimbau è la portavoce del gruppo di lavoro. Paul D. Laski è invece tra gli autori principali dell’altra pubblicazione, che riguarda le onde gravitazionali primordiali, paragonabili al fondo di radiazione elettromagnetica fossile lasciato dal Big Bang. Potenti onde gravitazionali sarebbero state generate da fluttuazioni quantistiche enormemente amplificate nel periodo dell’inflazione, quando l’universo si espanse in modo estremamente rapido qualche miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang. Una collaborazione internazionale (Australia, Stati Uniti, Germania e Cina), sulla base delle proprie analisi, propone alcuni studi sperimentali che, partendo da LIGO, dai dati del satellite “Planck” e dall’esperimento BICEP2 in Antartide, potrebbero rivelare in modo diretto o indiretto le tracce di quelle onde gravitazionali. Gli argomenti esposti pongono limiti stringenti sia alle proprietà delle onde sia alle teorie inflattive.

    Altre informazioni: http://physics.aps.org

     

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