Astronews a cura di Massimiliano Razzano

Fino al 13/11/2017 a cura di Piero Bianucci, fino al 20/01/2018 a cura di Luigi Bignami

  • 03/05/2019 - Una kilonova all’origine dell’oro terrestre

    Una kilonova all’origine dell’oro terrestre

    Una kilonova all’origine dell’oro terrestre

    Oro e platino sono tra i metalli più preziosi che si rinvengono sulla Terra, ma quanti si domandano da dove arrivino? Questi elementi, infatti, non si producono nelle esplosioni di supernove, ma si creano in eventi relativamente più rari. Un numero crescente di prove indica infatti la fusione di stelle di neutroni come l’evento in cui si formano alcuni elementi pesanti, prodotti esclusivamente attraverso la cattura rapida di neutroni (detta nucleosintesi da processo-R).

     

    Una di queste fusioni fu osservata il 17 agosto 2017 e fu all’origine della famosa GW170817, l’onda gravitazionale la cui controparte, come kilonova, fu osservata in tutte le lunghezze d’onda, dando avvio all’astronomia multi messaggero. La kilonova - così detta perché più potente un migliaio di volte una normale nova - fu identificata come transiente ottico nella galassia NGC 4993, distante 130 milioni di anni-luce nella costellazione dell’Idra.

    Si stima che durante il parossismo sia stata generata una quantità d’oro pari ad alcune masse terrestri, poi disperse nello spazio. Ne consegue che l’oro presente sulla Terra si è formato nel corso di eventi analoghi avvenuti prima della formazione del Sistema Solare, ma quanto prima?

    Poiché la coalescenza delle stelle di neutroni avviene raramente, la deposizione di isotopi radioattivi nella nebulosa pre-solare deve essere attribuita a pochi eventi e anche piuttosto vicini ad essa. Sebbene gli isotopi a “breve vita” da processo-R – cioè con tempo di dimezzamento inferiore a 100 milioni d’anni - non siano più rintracciabili nel Sistema Solare, possiamo comunque conoscere le originarie abbondanze relative, grazie agli elementi derivati dal loro decadimento, ancora presenti nei meteoriti più antichi.

    Uno studio degli astrofisici Marka Szabolcs (Columbia University) e Imre Bartos (Università della Florida) dimostra come le abbondanze rilevate, specialmente quelle degli elementi attinoidi, indichino un’origine nel corso della coalescenza tra stelle di neutroni, ovvero una kilonova, escludendo le supernove e altre fonti stellari.

    Secondo gli autori, la contaminazione con elementi da processo-R è stata prodotta da un’esplosione alquanto vicina alla nebulosa pre-solare, ma è stata anche l’unica nella storia del Sistema Solare, in buon accordo con le stime sulla frequenza. Questo dato è anche rivelatore dell’estrema rarità delle kilonove, poiché non vi è traccia di altri eventi analoghi nelle circa 18 orbite galattiche completate dal Sole dalla sua formazione.

    Tutto questo ha implicazioni non banali, perché alcuni degli elementi derivati sono alla base di importanti processi biologici. In altri termini, quell’evento può aver giocato un ruolo importante anche per la presenza stessa della vita sulla Terra.

    Secondo gli autori, l’esplosione si produsse appena 80 milioni di anni prima la formazione del Sistema Solare, a non più di 1000 anni-luce dalla nebulosa. Durante l’esplosione, si produsse quello 0,3% degli elementi più pesanti che si trovano nella crosta terrestre, come l’uranio e i preziosi platino e oro, così come lo iodio che è un elemento essenziale per la vita.

    'Un anello nuziale, che esprime un profondo legame umano, è anche una connessione con il nostro passato cosmico che precede la formazione della stessa Terra, con circa 10 mg d’oro in esso probabilmente formatisi 4,6 miliardi di anni fa', ha detto Bartos.

    Per arrivare alle loro conclusioni, i due ricercatori hanno confrontato la composizione dei meteoriti con i modelli evolutivi della Via Lattea. 'I nostri risultati riguardano una domanda fondamentale dell'umanità: da dove veniamo e dove stiamo andando? È molto difficile descrivere le tremende emozioni che abbiamo provato quando abbiamo compreso ciò che avevamo scoperto e cosa significhi per il futuro, proprio mentre cerchiamo risposte al nostro posto nell'Universo', ha detto Marka.

    Giuseppe Donatiello

     

     

  • 30/04/2019 - La materia oscura esiste: non servono spiegazioni alternative
  • 29/04/2019 - FIUMI IN PIENA NEL PASSATO DI MARTE
  • 29/04/2019 - CERCASI VOLONTARI PER SVELARE I SEGRETI DEL COSMO
  • 29/04/2019 - GAULT: UN ASTEROIDE CONDANNATO ALL’AUTODISTRUZIONE
  • 24/04/2019 - Registrato il primo terremoto marziano?
  • 17/04/2019 - Un minuscolo frammento di cometa all'interno di un meteorite
  • 10/04/2019 - È di M87 la prima immagine diretta di un buco nero!
  • 08/04/2019 - Scoperti i resti di un pianeta intorno a una nana bianca
  • 06/04/2019 - L'antica 'palla di neve' si sciolse in un lampo
Ricerca
  • Le Stelle
    195
  • Nuovo Orione
    329
  • Libri