Astronews a cura di Massimiliano Razzano

Fino al 13/11/2017 a cura di Piero Bianucci, fino al 20/01/2018 a cura di Luigi Bignami

  • 12/07/2018 - ESISTONO LE MEZZE STAGIONI SUGLI ESOPIANETI?

    ESISTONO LE MEZZE STAGIONI SUGLI ESOPIANETI?

    ESISTONO LE MEZZE STAGIONI SUGLI ESOPIANETI?

    Chi si lamenta della irregolarità delle stagioni potrebbe rivolgersi agli esopianeti. In effetti, dove è meglio cercare indizi di vita aliena? Probabilmente, su pianeti con una buona stabilità climatica, situati nella zona abitabile della loro stella.

    Questo è stato il punto di partenza di uno studio compiuto da Yutong Shan dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics e da Gongjie Li del Georgia Institute of Technology.

    Attraverso simulazioni della dinamica dell’asse di rotazione di un esopianeta, lo studio identifica due candidati per una futura osservazione più approfondita: gli esopianeti Kepler-186f (a 500 a.l. nel Cigno, di dimensioni simili alla Terra, Figura), e Kepler-62f (una super-terra a circa 1200 a.l. nella Lira).

    Entrambi appartengono a sistemi stellari con cinque pianeti: di Kepler-186f sappiamo solo che orbita in 130 giorni attorno alla sua stella, che appare a mezzogiorno sul pianeta come il Sole al tramonto sulla Terra; mentre di Kepler-62f sappiamo che è il pianeta più esterno del suo sistema e che è grande il 40% in più della Terra, cui potrebbe assomigliare molto, a meno di non essere completamente coperto da un oceano.

    L’inclinazione assiale contribuisce alle stagioni e al clima, perché influisce sul modo in cui la luce della stella attorno a cui orbita colpisce la superficie del pianeta. I ricercatori suggeriscono che l’inclinazione degli assi di Kepler-186f e Kepler-62f sia molto stabile, rendendo probabile che abbiano stagioni regolari e un clima con poche variazioni. 

    L’importanza della stabilità dell’inclinazione dell’asse di rotazione è testimoniata da Marte, che si trova nella zona abitabile del Sistema Solare, ma con un’inclinazione assiale molto instabile, variabile da zero a 60°. Questa instabilità ha contribuito al decadimento dell’atmosfera marziana e all’evaporazione delle acque superficiali. L’inclinazione dell’asse terrestre oscilla più lievemente, tra 22,1° e 24,5°, passando da un estremo all’altro in circa 10 mila anni. 

    Nel Sistema Solare, la forte interazione gravitazionale tra i pianeti influenza la stabilità dell’inclinazione assiale al punto che, senza la Luna, anche la Terra potrebbe avere ampie oscillazioni dell’asse, come quelle di Marte.  “Kepler-186f e Kepler-62f hanno una connessione più debole con i loro pianeti fratelli - dice Li - Non sappiamo se posseggono lune, ma i nostri calcoli mostrano che, anche senza satelliti, i loro assi di rotazione dovrebbero rimanere costanti per decine di milioni di anni».

    “Non conosciamo l’origine della vita al punto da poter escludere la sua presenza su pianeti con stagioni irregolari. Anche sulla Terra la vita si presenta sotto forme notevolmente diverse, e ha mostrato un’incredibile resilienza in ambienti ostili. Ma un pianeta climaticamente stabile - conclude Shan - potrebbe rappresentare un luogo più confortevole per iniziare”». Fonte: Media-INAF

     

    Piero Stroppa

     

  • 12/07/2018 - BOLLE DI MACROMOLECOLE ORGANICHE E SUONI ALIENI DA ENCELADO
  • 12/07/2018 - CINQUE NUOVI AMMASSI GLOBULARI
  • 02/07/2018 - L’identikit di ‘Oumuamua: il visitatore interstellare è una mini-cometa
  • 25/06/2018 - Raggi X tra i banchi di scuola
  • 22/06/2018 - Dov’è si nasconde la materia barionica?
  • 18/06/2018 - BZ509, l’asteroide che si è trasferito a casa nostra
  • 14/06/2018 - Tre baby pianeti e una stella neonata. Alma scopre la sua prima 'nursery stellare'
  • 11/06/2018 - Ci sono molecole organiche su Marte, parola di Curiosity
  • 08/06/2018 - Chi ha paura di Alfa Centauri?
Ricerca
  • Le Stelle
    184
  • Nuovo Orione
    318
  • Libri