Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 21/08/2016 - Il 14 settembre i primi dati della missione astrometrica GAIA su un miliardo di stelle

    Il 14 settembre i primi dati della missione astrometrica GAIA su un miliardo di stelle

    Il 14 settembre i primi dati della missione astrometrica GAIA su un miliardo di stelle

     

     

    Il 14 settembre conosceremo i dati dei primi due anni di osservazioni dell’osservatorio astrometrico spaziale GAIA (disegno), una delle missioni-cardine dell’Agenzia spaziale europea. Compito di GAIA è rilevare con estrema precisione posizioni, distanze, moti, luminosità e tipo spettrale di un miliardo di stelle della nostra galassia, la Via Lattea. Nei primi due anni dei cinque previsti per la missione, GAIA ha rilevato più di 50 miliardi di transiti stellari sul piano focale, 110 miliardi di osservazioni fotometriche e 9 miliardi di osservazioni spettroscopiche.

    Non sono però mancate difficoltà, del resto inevitabili in una missione così delicata e innovativa. GAIA opera a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra intorno al punto di Lagrange L2 con una precisione che equivale a distinguere una moneta da un euro sulla Luna. E’ facile immaginare quindi come sia sensibile al minimo malfunzionamento. Un primo problema che il team ha dovuto affrontare è stato il deposito di un residuo di acqua ghiacciata su alcune parti ottiche che i sistemi di riscaldamento della sonda non sono riusciti a eliminare del tutto. Ciò ha ridotto la magnitudine limite da 20,7 a 20,5. Un secondo problema è venuto dall’infiltrazione di luce dovuta alle stelle più brillanti che si riflettevano sul piano focale, cosa che ha ridotto la localizzazione delle stelle più deboli da 500 milionesimi di secondo d’arco a 300. Disturbi sono anche derivati dalla dilatazione e contrazione della navicella prodotte da variazioni della temperatura. Infine, l’impatto di micrometeoriti e polveri spaziali ha modificato la velocità di rotazione della navicella di 10 millesimi di secondo d’arco al secondo. In ogni caso adeguati software per il trattamento dei dati hanno assicurato misure 100 volte più precise di quelle del precedente satellite astrometrico Hipparcos, e su un numero di stelle enormemente più grande.

    Altre informazioni e video:

    http://sci.esa.int/gaia/58135-gaia-s-second-anniversary-marked-by-successes-and-challenges/

    http://sci.esa.int/gaia/51976-gaia-scanning-the-sky/

     

     

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