Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 11/01/2016 - Team italiano scopre una “bilancia” per stimare la massa delle stelle negli ammassi globulari

    Team italiano scopre una “bilancia” per stimare la massa delle stelle negli ammassi globulari

    Team italiano scopre una “bilancia” per stimare la massa delle stelle negli ammassi globulari

    Escogitata una nuova “bilancia cosmica” per pesare le stelle degli ammassi globulari che orbitano intorno alla nostra galassia, la Via Lattea. Un team di astronomi italiani guidati da Francesco Ferraro dell’Università di Bologna ha proposto un metodo originale per identificare, in mezzo a una folla di stelle di piccola massa, le stelle più massicce: l’articolo compare oggi 11 gennaio 2016 su “The Astrophysical Journal”. Vi ha collaborato, tra gli altri, Davide Massari, dell’Inaf-Osservatorio di Bologna.

     

    La massa è la caratteristica più importante di una stella: dalla massa dipendono la durata della vita stellare, la temperatura, il colore, l’evoluzione e la fine dell’astro. Gli ammassi globulari – più di cento nella nostra galassia – sono formati ognuno da centinaia di migliaia di stelle tutte vecchissime (circa 10 miliardi di anni) e si ritiene che quelle con massa di poco inferiore o maggiore a quella del Sole siano alla fine del loro ciclo evolutivo sotto forma di nane bianche, stelle di neutroni (fino a circa 1,4 masse solari) o buchi neri (alcune masse solari). Negli ammassi globulari si trovano però anche stelle tra 1,2 e 1,6 masse solari dette Blue Stragger Star che sono ancora all’inizio della loro vita: oggetti di recente formazione a partire da materiale “riciclato” di altri astri. Grazie alla 'bilancia cosmica', il team di Bologna è riuscito a smascherare un'altra Blue Straggler evoluta, con una massa pari a 1,4 volte quella del Sole, nell’ammasso globulare 47 Tucanae (foto).

    Ecco come Ferraro spiega l’idea che sta alla base del procedimento utilizzato: «L'abbondanza di un dato elemento chimico misurata dalle righe di assorbimento degli atomi ionizzati è fortemente legata alla massa stellare, mentre tale dipendenza è trascurabile se si usano le righe spettrali dello stesso elemento allo stato neutro. Di conseguenza, poiché le abbondanze di tale elemento ottenute dalle due misurazioni devono concordare tra loro, la differenza tra i due valori permette di ricavare la massa della stella. La differenza tra le due abbondanze chimiche può essere quindi considerata come l'indice di una bilancia a due piatti: quando si sceglie il valore di massa corretto, l’indice punta sullo zero».

    Link a “The Astrophysical Journal”: http://iopscience.iop.org/0004-637X/

     

     

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