Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 13/11/2014 - Problemi per “Philae” sulla cometa: non è ancorata al suolo, non può azionare la trivella e ...

    Problemi per “Philae” sulla cometa: non è ancorata al suolo, non può azionare la trivella e ha poca riserva di energia

    Problemi per “Philae” sulla cometa: non è ancorata al suolo, non può azionare la trivella e ha poca riserva di energia

    Svapora l’entusiasmo di ieri sera dopo la discesa della sonda-robot “Philae” sulla cometa Churyumov-Gerasimenko. L’impresa di posare per la prima volta un laboratorio su una cometa è riuscita, ed è già un grande risultato per l’Agenzia spaziale europea, ma purtroppo “Philae”, invece di ancorarsi al suolo con i suoi tre arpioni, ha subito due o forse tre rimbalzi e si è fermata su un pendio. A questo punto ci sono vari problemi. La trivellazione è difficilmente realizzabile perché per penetrare nel suolo ghiacciato la trivella deve trovare una sufficiente resistenza che sarebbe stata assicurata dall’ancoraggio. Senza ancoraggio, poiché il peso della sonda, che sulla Terra sarebbe di circa 100 chilogrammi, sulla cometa è di pochi grammi, la trivella probabilmente non incontra abbastanza resistenza per penetrare nel sottosuolo. Un altro problema è che, essendo “Philae” inclinata, se la trivella non spinge nella direzione prevista potrebbe far ribaltare la sonda. Terzo problema, la posizione assunta dalla sonda non è favorevole a una piena esposizione delle celle fotovoltaiche alla luce del Sole, e quindi per ora si attinge alla scorta di elettricità accumulata nella batteria, che però è sufficiente solo per 24 ore. La situazione è aggravata dal fatto che a quanto pare “Philae” è caduta in una cavità che le fa ombra.

     

    I tecnici dell’Esa stanno lavorando febbrilmente per precisare e risolvere i problemi che si sono creati. Ieri sera si è capito che le cose non erano andate del tutto bene perché i collegamenti radio, nella prima ora, sono stati discontinui, rivelando i rimbalzi e la instabilità della sonda. Non bisogna però allarmarsi eccessivamente. In molti altri casi missioni che sembravano compromesse sono state recuperate. E’ successo vent’anni fa con il satellite Hipparcos, con la navicella Soho, con l’osservatorio orbitante Kepler e di recente con due satelliti “Galileo” del Gps europeo. Un buon segno è che “Philae” ha comunque trasmesso subito un’ottima immagine del suolo della cometa, con una delle sue “zampe” in primo piano. La vediamo qui accanto.

    Altre informazioni: http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Rosetta

     

     

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