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  • 07/06/2016 - Test della sonda LISA superato: via libera alle antenne per onde gravitazionali nello spazio

    Test della sonda LISA superato: via libera alle antenne per onde gravitazionali nello spazio

    Test della sonda LISA superato: via libera alle antenne per onde gravitazionali nello spazio

    Via libera alle antenne gravitazionali nello spazio. Almeno dal punto di vista tecnologico. Questo il responso, annunciato il 7 giugno in una conferenza stampa internazionale, dei primi test fatti con la missione LISA Pathfinder realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea con la collaborazione dell’ASI, dell’Infn e dell’Università di Trento. E’ un passo importante verso i futuri Osservatori gravitazionali, che apriranno una nuova finestra sull’universo permettendo di rilevare nello spazio-tempo onde generate da buchi neri, collassi stellari e altri fenomeni estremi, nonché, si spera, il “fondo” gravitazionale del Big Bang. 

    Dentro la sonda LISA Pathfinder galleggiano in assenza di peso due masse di prova identiche (due cubi di oro-platino di 2 kg ciascuno, con lato di 4,6 centimetri) a una distanza di 38 cm, circondate da un involucro che ha il compito di schermare i cubi dalle influenze esterne e che aggiusta la sua posizione continuamente per evitare di toccarle. L’aspetto cruciale dell’esperimento sta nel fatto che le masse si trovano in caduta libera, interagendo sotto l’effetto della sola gravità, evitando forze diverse come il vento solare o la pressione di radiazione della luce solare, che disturberebbero le masse di prova e la navicella. In due mesi di test si è accertato che le masse fluttuano indisturbate, ciò che appunto si voleva verificare. Questo risultato è stato ottenuto con una precisione 5 volte maggiore di quella richiesta in fase di progetto. In un articolo pubblicato da Physical Review Letters, ( (http://link.aps.org/doi/10.1103/PhysRevLett.116.231101) il team di LISA Pathfinder mostra che l’accelerazione relativa tra le due masse di prova è più piccola di 10 milionesimi di un miliardesimo (10-14) dell’accelerazione di gravità sulla Terra. Si può quindi pensare, verso il 2030, a un grande osservatorio spaziale, capace di rivelare le onde gravitazionali di bassa frequenza, tra 0,1 mHz e 1 Hz, emesse da un ampio spettro di esotici oggetti astronomici. L’osservatorio eLISA (Laser Interferometer Space Antenna), già nel programma delle grandi missione ESA, sarà composto da tre masse di prova analoghe a quelle testate da LISA Pathfinder, ma tenute a 1 milione di chilometri l’una dall’altra e connesse da un raggio laser, che ne misurerà la distanza relativa. Il triangolo costituito dalle tre masse si muoverà lungo un’orbita attorno al Sole, viaggiando a 50 milioni di chilometri dalla Terra. 

    Altre informazioni:

    http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/LISA_Pathfinder_exceeds_expectations

     

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