Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 09/04/2015 - Asteroide triplo che minaccia la Terra “svelato” all’Osservatorio della Valle d’Aosta

    Asteroide triplo che minaccia la Terra “svelato” all’Osservatorio della Valle d’Aosta

    Asteroide triplo che minaccia la Terra “svelato” all’Osservatorio della Valle d’Aosta

     

    Era il 20 settembre 2001 quando veniva scoperto il primo asteroide triplo della categoria NEA, quella per i quali è ipotizzabile una collisione con la Terra: in questo caso addirittura una collisione tripla! Ora a distanza di quasi quindici anni questo oggetto raro e inquietante è stato ben caratterizzato grazie a una collaborazione internazionale con Minor Planet Center (Cambridge, Usa) a cui ha dato un importante contributo l’Osservatorio Regionale della Valle d’Aosta. Ritenuto un asteroide singolo fino al 2008, il NEA in questione – 2001 SN263 – ha rivelato la sua natura tripla quando è stato possibile osservarlo con il radiotelescopio di Arecibo, a Portorico. L'accurata curva di luce ottenuta all’Osservatorio della Valle d’Aosta da Albino Carbognani ha messo in evidenza le proprietà e la  dinamica del sistema con ricchezza di particolari (figura).

    “Ora sappiamo - annuncia un comunicato dell'Osservatorio valdostano - che il corpo principale del sistema (Alpha) ha un diametro di circa 2,8 km e una densità di poco superiore a quella dell’acqua. Probabilmente il suo interno ha delle cavità ed è fratturato, quindi si tratta di quello che gli astronomi chiamano un “rubble-pile”, un corpo composto da diversi blocchi tenuti insieme dalla forza di gravità. La forma di Alpha assomiglia un po’ a quella di una trottola e non è un caso: la regione equatoriale è più spessa perché è da lì che si è staccato il materiale che è andato a formare i satelliti. Il satellite più piccolo e interno (Gamma), orbita attorno al corpo maggiore in 16 ore a una distanza di circa 4 km. La cosa interessante è ha una densità molto più elevata di Alpha e quindi si tratta di un corpo compatto, cioè monolitico. Il secondo satellite (Beta), si trova a quasi 17 km dal corpo centrale e descrive un’orbita in 6 giorni. Questo satellite ha la stessa densità del primario e deve avere una struttura composita. La forza di gravità di Alpha è talmente bassa che, con un balzo, un astronauta potrebbe alzarsi dalla sua superficie e viaggiare da un satellite all’altro.”

    Il sito dell’OAVDA: www.oavda.it

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