Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 15/12/2015 - L’universo è più vuoto del previsto: lo dice il più grande censimento di superammassi di ...

    L’universo è più vuoto del previsto: lo dice il più grande censimento di superammassi di galassie in raggi X

    L’universo è più vuoto del previsto: lo dice il più grande censimento di superammassi di   galassie in raggi X

     

    Il più grande e accurato censimento dell’universo visto in raggi X: questo è il contenuto dei 13 articoli di uno speciale numero monografico della rivista “Astronomy & Astrophysics”. Il progetto, chiamato XXL, una sigla da grande taglia non solo nell’abbigliamento, ha portato tra l’altro alla scoperta cinque superammassi di galassie e ha rivelato che la densità degli ammassi sembra più bassa di quella dedotta dal fondo di radiazione cosmica a microonde. L’universo, in sostanza, risulterebbe più vuoto di quanto si pensava, con enormi caverne apparentemente vuote, delimitate da strutture a filamento che sono in realtà ammassi e superammassi di galassie. Una sorta di ragnatela cosmica (pervasa da un rarefattissimo gas ad alta temperatura rivelato dai raggi X), nella quale noi possiamo vedere solo la materia barionica. La campagna XXL, a larga partecipazione italiana (Inaf), è stata realizzata con il telescopio spaziale per raggi X “Newton-XMM”, lanciato nel 1999. Lo strumento ha ripreso – per 1600 ore complessive di posa – immagini profonde di due zone del cielo, ciascuna con la superficie apparente di 100 lune piene. In queste regioni, tutto sommato non molto estese (25 gradi quadrati), sono stati identificati 450 ammassi di galassie e 25 nuclei galattici attivi (AGN). Gli ammassi più brillanti hanno masse comprese tra diecimila miliardi un milione di miliardi di masse solari. La loro età va da 5,5 a 13 miliardi di anni. I dati delle due zone censite, estrapolabili all’intera volta celeste, se confrontati con quelli sulla radiazione fossile del satellite “Planck”, pongono interrogativi cosmologici che richiederanno altre complesse e lunghe ricerche. L’immagine accanto permette di apprezzare il salto di qualità di “Newton” rispetto a “Rosat”.

    Altre informazioni: http://irfu.cea.fr/en/Phocea/Vie_des_labos/Ast/alltec.php?id_ast=3015

    http://www.aanda.org/

     

     

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