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  • 31/01/2018 - Europa ed Encelado sono più “morbidi” del previsto

    Europa ed Encelado sono più “morbidi” del previsto

    Europa ed Encelado sono più “morbidi” del previsto

    Se un giorno dovessimo atterrare su Europa o su Encelado, dovremo stare bene attenti a dove mettiamo i piedi. Grazie a sofisticati calcoli e simulazioni, un team internazionale ha infatti suggerito che il satellite di Giove e quello di Saturno potrebbero essere ricoperti da uno strato di materiale molto soffice e persino meno denso della neve. La scoperta, discussa in un articolo apparso su “Icarus”, non solo ci aiuta a conoscere meglio il volto di questi due satelliti del nostro Sistema Solare, ma è di grande importanza per la progettazione di future missioni dedicate all’esplorazione della loro superficie e degli strati più interni.

    Europa ed Encelado sono infatti fra le mete più interessanti nel Sistema Solare. Al loro interno infatti è stata rilevata la presenza di giganteschi bacini di acqua liquida, cioè veri e propri oceani extraterrestri. Dal momento che l’acqua sembra essere uno degli ingredienti fondamentali per lo sviluppo della vita, gli oceani di Europa ed Encelado sono quindi fra i luoghi più interessanti per la ricerca di forme di vita al di fuori del nostro pianeta. Per questo motivo ad esempio la Nasa ha in studio dei progetti di missioni robotiche che scenderanno sulla superficie di questi satelliti per analizzarne in dettaglio la superficie e gli strati più interni.

    Ma queste future missioni, che potrebbero partire fra il 2020 e il 2030, potrebbero non avere vita facile. Nel loro studio infatti, gli scienziati hanno cercato di determinare la composizione della superficie dei corpi celesti ghiacciati, come ad esempio Europa, a partire dall’analisi della luce riflessa da questi satelliti. Utilizzando vari campioni di ossido di alluminio, che ben riproduce le proprietà riflettenti di questi corpi, gli scienziati hanno determinato che per ottenere risultati simili a quelli delle osservazioni è necessario che la superficie abbia densità molto basse, inferiori a quelle della neve fresca. Naturalmente questo materiale potrebbe ricoprire solamente gli strati più esterni, e quindi le sonde potrebbero trovare poco più che un terreno solito ricoperto da un sottile strato di brina o neve. Per capirlo meglio saranno condotte apposite campagne osservative con il telescopio spaziale “James Webb”, che costruirà delle mappe dettagliate della superficie di questi satelliti ghiacciati.

    Nell’immagine: La superficie di Europa ripresa dalla sonda Galileo sul finire degli anni Novanta (NASA/JPL-Caltech/SETI Institute)

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