Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 06/06/2016 - Microorganismi di ritorno dallo spazio: il JPL studia come resistono in ambienti estremi

    Microorganismi di ritorno dallo spazio: il JPL studia come resistono in ambienti estremi

    Microorganismi di ritorno dallo spazio: il JPL studia come resistono in ambienti estremi

    Ricercatori del Jet Propulsion Laboratory (JPL, Pasadena, California) stanno studiando gli effetti dell’esposizione all’ambiente spaziale su funghi microscopici e batteri. La capsula che li contiene (foto) è stata recuperata nell’oceano Pacifico. L’esperimento punta a stabilire fino a quali condizioni estreme forme di vita microscopiche possano resistere. Funghi e batteri unicellulari sono tra i migliori candidati alla sopravvivenza nello spazio. La ricerca è condotta dal microbiologo Kasthuri 'Venkat' Venkateswaran, senior scientist del JPL ed è iniziata in microgravità sulla Stazione Spaziale Internazionale. “Venkat” si è laureato alla fine degli Anni 70 e ha esordito nel suo paese, l’India, studiando batteri che vivono nelle fosse oceaniche. Si è poi occupato di microbiologia nel campo alimentare presso una industria giapponese con ricerche sui batteri Escherichia coli mettendo a punto una tecnica molecolare che permette di esaminare diecimila campioni alla settimana. Tra i suoi interessi ci sono anche i batteri “mangia-petrolio” utilizzati per ripulire l’oceano dall’inquinamento causato dalla “Exxon-Valdez”. Dal 1998 è passato al JPL e si è orientato sulla biologia in ambiente extraterrestre con due obiettivi: assicurare la sterilità di navicelle che vengono inviate nello spazio e cercare eventuali microorganismi alieni. A lui si deve la scoperta di batteri resistenti alle radiazioni e la protezione delle sonde Mars Odyssey Orbiter, del Mars Express lander dell’ESA e dei rover che hanno esplorato la superficie di Marte. Gli studi finora svolti indicano che radiazioni e microgravità, sommandosi, indeboliscono la resistenza della maggior parte di funghi e batteri. Nel tempo però potrebbero essere state selezionate specie che si sono adattate anche a queste condizioni.

    Altre informazioni:

    https://www.nasa.gov/mission_pages/station/research/news/MT1

     

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