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  • 30/01/2019 - UN QUASAR DA RECORD AI CONFINI DELL’UNIVERSO

    UN QUASAR DA RECORD AI CONFINI DELL’UNIVERSO

    UN QUASAR DA RECORD AI CONFINI DELL’UNIVERSO

    Si trova a una distanza di circa 12,8 miliardi di anni luce ed è il quasar più luminoso mai scoperto finora: la radiazione che emette J043947.08+163415.7 è circa 600 mila miliardi di volte quella del Sole. La scoperta è di un gruppo di astrofisici coordinato da Xiaohui Fan, dell'Università dell'Arizona, di cui fa parte l'italiano Fabio Pacucci, dell'Università di Yale ed ex-consigliere dell'Unione Astrofili Italiani.

    Per scovare questo oggetto lontano nello spazio e nel tempo, gli studiosi hanno sfruttato l'effetto di “lente gravitazionale” da parte di una galassia posta lunga la linea di osservazione (Figura). “Questo effetto - ha spiegato Pacucci - previsto dalla Relatività Generale di Einstein, permette di osservare sorgenti molto lontane nell'Universo ed è in gran parte responsabile della luminosità apparente del quasar”, ha aggiunto.

    Il quasar era finora sfuggito all'osservazione proprio per la presenza della galassia “lente”, che ne aveva mascherato la presenza. Per scovarlo, è stato necessario impiegare diversi telescopi, sia terrestri, come i Keck alle Hawaii, che spaziali come Hubble.

    “I quasar sono oggetti cosmici molto luminosi, per via della materia che precipita dentro un buco nero con una massa di milioni o miliardi di volte quella del Sole” – continua Pacucci - “La radiazione che sprigionano questi buchi neri è così intensa da rendere trascurabile l'emissione della galassia circostante. Per questo, i quasar appaiono come sorgenti puntiformi, come se fossero stelle. Lo studio apre alla possibilità che esista una popolazione di quasar fantasma, al momento invisibile. Se così fosse, potrebbe permettere di rivedere le teorie che descrivono il primo miliardo di anni di storia dell'Universo”.

    Antonio Lo Campo

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