Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 28/03/2017 - Buco nero super-massiccio fugge dalla sua galassia spinto da onde gravitazionali

    Buco nero super-massiccio fugge dalla sua galassia spinto da onde gravitazionali

    Buco nero super-massiccio fugge dalla sua galassia spinto da onde gravitazionali

    Un buco nero supermassiccio sta fuggendo dal quasar 3C 186 (una giovane galassia) di cui occupava il centro. E’ un “divorzio” cosmico di cui non si conoscono precedenti, un dramma che avviene a 8 miliardi di anni luce da noi, il che lo colloca in un tempo nel quale l’universo aveva poco più di un terzo dell’età attuale. Folle è la velocità con cui avviene la separazione: 7,5 milioni di chilometri l’ora.

     

    Il meccanismo di espulsione immaginato dagli astrofisici (tra gli autori della ricerca troviamo Marco Chiaberge a capo del team e Alessandro Capetti) ipotizza la fusione di due galassie ognuna con un suo buco nero centrale; i due buchi neri sono entrati in rapida rotazione intorno al comune baricentro avvicinandosi sempre di più, poi si sono fusi e l’oggetto risultante è stato espulso dal sistema da uno “scossone” dello spazio-tempo. Secondo i calcoli, l’energia per accelerare il buco nero fino a 7,5 milioni di chilometri l’ora è paragonabile a quella 100 milioni di supernove.

     

    Ovviamente i buchi neri che occupano il centro dei quasar non sono visibili ma è visibile la zona circostante, caldissima e luminosissima in gran parte dello spettro elettromagnetico dal radio ai raggi X. L’oggetto in fuga si trova già a 35 mila anni luce dal centro della galassia ospite (foto). Di questo passo sfuggirà definitivamente alla galassia-madre in 20 milioni di anni.

     

    Ecco lo scenario descritto dai ricercatori. Tutto inizia con la fusione di due quasar, i cui rispettivi buchi neri si sistemano nella zona centrale della galassia ellittica generata alla fine del processo. I buchi neri spiraleggiano l’uno attorno all’altro emettendo una grande quantità di energia sotto forma di onde gravitazionali. Se i due buchi neri non hanno la stessa massa e velocità di rotazione, emettono onde gravitazionali con una intensità maggiore in una determinata direzione. Quando infine si scontrano, smettono di produrre onde gravitazionali e il buco nero risultante dalla fusione “rimbalza” in direzione opposta a quella dove si propagano le onde gravitazionali più potenti. Le osservazioni sono compatibili anche con una semplice spiegazione prospettica, ma la cosa sembra improbabile.

     

    L’articolo scientifico è in via di pubblicazione sulla rivista “Astronomy & Astrophysics”:

    http://www.aanda.org/

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