Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 14/10/2016 - Studio franco-americano: il pianeta di Proxima Centauri assomiglia sempre di meno alla Terra

    Studio franco-americano: il pianeta di Proxima Centauri assomiglia sempre di meno alla Terra

    Studio franco-americano: il pianeta di Proxima Centauri assomiglia sempre di meno alla Terra

     

     

    Fin dall’inizio, anche con un articolo di Patrizia Caraveo su 'le Stelle', avevamo un po’ smorzato il clamore intorno al pianeta di Proxima Centauri visto come una Terra-bis abitabile sottolineando che questo “vicino di casa”, pur molto interessante, è periodicamente investito da emissioni in raggi X della sua stella, il che sottoporrebbe le sue eventuali forme di vita a pericolose “radiografie” non prescritte dal medico. Inoltre, data la sua vicinanza a Proxima, probabilmente volge sempre lo stesso emisfero alla sua stella e avrà quindi una faccia calda e una ghiacciata (disegno). Ora un lavoro che comparirà su “The Astrophysical Journal” fatto da ricercatori francesi del Cnrs (analogo al nostro Cnr) e americani della Cornell University, induce a ulteriori cautele.

    Il team ha formulato due modelli di Proxima Centauri b, rispettivamente con un raggio di 0,94 e di 1,4 volte quello della Terra e con un denso nucleo massiccio o con il  50 per cento della massa costituito da acqua. Il risultato delle simulazioni è che non abbiamo abbastanza dati né per stabilire le dimensioni e la struttura del pianeta né se abbia un’atmosfera. Molto carenti, inoltre, sono le conoscenze sulla stella Proxima Centauri. Nel caso del massimo raggio (1,4 raggi terrestri), il pianeta risulterebbe interamente coperto da un oceano profondo 200 chilometri. Nel caso di raggio minimo avremmo un pianeta arido. Sempre che abbia conservato un moto di rotazione.

    “Le conclusioni che emergono da questo studio – scrive Corrado Ruscica dell’INAF – indicano che molto probabilmente Proxima b non è un pianeta simile alla Terra. In ogni caso, anche se questo intervallo di raggi permette ancora altre diverse composizioni fisiche della struttura interna del pianeta, esso fornisce preziosi indizi poiché permette di caratterizzare molti aspetti di Proxima b, come le condizioni iniziali della formazione del sistema o l’eventuale quantità di acqua attualmente presente sul pianeta. Inoltre, i risultati dello studio potranno aiutare gli astronomi a scartare altre stime del raggio del pianeta che possono risultare incompatibili con un corpo celeste di natura solida.”.

    Link a “The Astrophysical Journal”:

    http://iopscience.iop.org/journal/0004-637X

     

    https://en.wikipedia.org/wiki/The_Astrophysical_Journal

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