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  • 13/01/2019 - CERERE: NERO COME IL CARBONIO

    CERERE: NERO COME IL CARBONIO

    CERERE: NERO COME IL CARBONIO

    Il 12 ottobre 2018, pochi giorni prima della fine della missione, la sonda Dawn della NASA ha ripreso questa immagine del picco centrale del cratere Urvara (circa 160 km di diametro Figura) di Cerere. La cresta visibile al centro è alta circa 2000 m rispetto al terreno circostante, che appare ricco in carbonati e altri prodotti dell’interazione tra rocce ed acqua.

    Riprese come queste fanno supporre che la superficie del pianeta nano Cerere abbia un’alta concentrazione di carbonio, sotto forma di molecole organiche. Questa sorprendente abbondanza può spiegare perché Cerere rifletta assai poco i raggi solari, apparendo decisamente scuro. La scoperta è stata realizzata da un team internazionale del Southwest Research Institute (SWRI) negli Stati Uniti e a cui hanno partecipato ricercatori italiani, grazie anche ai dati raccolti dallo spettrometro italiano VIR della sonda.

    Dawn ha rivelato che Cerere ha una mineralogia superficiale unica tra i corpi del Sistema Solare interno, che potrebbe avere fino al 20% in massa di carbonio - dice Simone Marchi dello SWRI  - Dobbiamo chiederci che potenzialità ha avuto questo mondo nello sviluppo di chimica prebiotica e se questi processi abbiano influenzato la composizione di pianeti più grandi, come la Terra. Cerere, grazie alle scoperte di Dawn, si è guadagnato un ruolo fondamentale nello studio dell’origine, l’evoluzione e la distribuzione delle specie organiche nel Sistema Solare interno».

    I dati di Dawn hanno rivelato la presenza di acqua e di altre sostanze volatili, come l’ammonio e un’alta concentrazione di carbonio, suggerendo che questo corpo celeste si sia formato in un ambiente freddo, forse oltre l’orbita di Giove. Perturbazioni gravitazionali avrebbero poi avvicinato Cerere al Sole, fino a raggiungere la sua posizione attuale nella Fascia principale degli asteroidi.

    “Il nuovo studio rileva che il 50-60% in volume della crosta superiore di Cerere può avere una composizione simile a meteoriti primitive, di tipo condrite carbonacee», sottolinea Maria Cristina De Sanctis, responsabile scientifica di VIR. “La composizione mineralogica di Cerere è compatibile con un evento di scala globale di alterazione acquosa di rocce, rocce, che potrebbe fornire condizioni favorevoli alla chimica organica. Specifici composti organici sono stati rilevati vicino al cratere da impatto Ernutet, fornendo supporto alla presenza diffusa di sostanze organiche nel sottosuolo superficiale di Cerere” (Fonte: Media-INAF).

    Piero Stroppa

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