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  • 09/12/2017 - I due pianeti di K2-18

    I due pianeti di K2-18

    I due pianeti di K2-18

    Grazie ad una ricerca dell’European Southern Observatory (ESO) si è riusciti a determinare che l’esopianeta chiamato K2-18b potrebbe essere una super-Terra e che potrebbe non essere siolo attorno alla sua stella, ma avere almeno un compagno. I due mondi orbitano attorno a K2-18, una stella nana rossa che si trova a 111 anni luce di distanza dal nostro sistema solare nella Costellazione del Leone. Spiega Ryan Cloutier dell’Université de Montréal Institute for research on exoplanets (iREx) che ha realizzato la ricerca: “Essere riusciti a determinare la massa e la densità di K2-18b è stato avvincente, ma scoprire un nuovo esopianeta è stato ancor più esaltante”. Il primo pianeta, K2-18b, venne portato alla luce nel 2015 e si scoprì che si trovava all’interno della zona abitabile, il che lo rendeva un candidato ideale per ospitare acqua liquida in superficie, un elemento fondamentale perché possa esistere la vita come ci è nota.

    L’insieme di dati utilizzato dai ricercatori proveniva dall’High Accuracy Radial Velocity Planet Searcher (HARPS) sul telescopio da 3.6m dell’ESO all’osservatorio di La Silla, in Cile, permette la misurazione di velocità radiali delle stelle e l’individuazione di pianeti in orbita attorno ad esse. Grazie ai dati i ricercatori sono stati in grado di verificare che K2-18b ha una massa tra 8 e 10 volte quella della Terra, con raggio circa 2 volte quello terrestre e di determinare che il pianeta potrebbe essere in gran parte roccioso e forse possiede una sottile atmosfera gassosa. In alternativa potrebbe trattarsi di un mondo oceanico, ricco d’acqua con uno strato di ghiaccio in superficie. “Con i dati attuali non siamo in grado di definire una delle due possibilità”, ha detto Cloutier. “Sarà il telescopio James Webb ad indagare il pianeta e vedere se   ha un’atmosfera estesa o se è ricoperto d’acqua”.

     

    Secondo il gruppo di ricerca K2-18b è uno degli obiettivi migliori per lo studio dell’atmosfera. Mentre osservava i dati relativi al pianeta Cloutier ha notato qualcosa di insolito: in aggiunta ad un segnale ripetuto ogni 39 giorni, dovuto alla rotazione di K2-18, e uno ogni 33 giorni dovuto all’orbita di K2-18b, ha notato un altro segnale ogni nove giorni, probabile indizio della presenza di un altro pianeta. Questo secondo pianeta orbita più vicino alla sua stella e dunque è troppo caldo per poter sostenere la vita, anche se potrebbe trattarsi di un’altra super-Terra.

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