Astro News a cura di Piero Bianucci

  • 23/06/2017 - Acchiappasatelliti magnetico per liberare lo spazio da rottami e da sonde in disuso

    Acchiappasatelliti magnetico per liberare lo spazio da rottami e da sonde in disuso

    Acchiappasatelliti magnetico per liberare lo spazio da rottami e da sonde in disuso

    L’affollamento di satelliti in disuso e di altri “rifiuti” spaziali diventa un problema sempre più impellente. In alcuni casi si tratta di oggetti ingombranti e massicci, dalla massa tipicamente di parecchie tonnellate. Attualmente la tendenza è quella di prevenire: i satelliti che hanno terminato la loro vita operativa devono avere con sé una scorta di propellente sufficiente a rimuoverli dalla loro orbita indirizzandoli verso “cimiteri spaziali” e facendoli vaporizzare nell’atmosfera. Per i satelliti di precedenti generazioni varie soluzioni sono già state individuate e in parte studiate sotto l’aspetto della fattibilità: ad esempio la cattura con reti o arpioni manovrati da bracci robotici. Ma la tecnica più recente e suggestiva punta a rimuovere i satelliti in disarmo ricorrendo a un campo magnetico attrattivo o repulsivo (nel disegno, un satellite e l’”elettrocalamita” per spostarlo). A proporre questo sistema è il ricercatore Emilien Fabacher, Università di Tolosa, Istituto superiore dell’Aeronautica e dello spazio. “Quando si vuole deorbitare un satellite – spiega Emilien Fabascher – è meglio agire standone alla larga per motivi di sicurezza: occorre evitare ogni contatto fisico per non correre il rischio di staccarne dei frammenti che finirebbero con il complicare il problema che si cercava di risolvere. I campi magnetici sono l’ideale per catturare i satelliti morti o attraendoli o spingendoli fuori orbita con un campo magnetico repulsivo. Sarebbero possibili manovre a distanza di 10-15 metri senza contatto fisico con la precisione di 10 centimetri e l’approssimazione angolare di 2 gradi.

    Poiché sono necessari campi magnetici, Emilien Fabacher nella sua tesi di dottorato, ha preso in considerazione magneti con avvolgimento in materiali superconduttori e la loro possibile interazione con la magnetosfera terrestre. Ora la sua tesi verrà discussa gli esperti dell’ESA, l’Agenzia spaziale europea per valutarne efficacia e realizzabilità. “Teoricamente l’idea può funzionare – hanno detto – mentre all’inizio non ne eravamo sicuri. In ogni caso dietro questa idea c’è una fisica bella ed elegante.”.

    Altre informazioni:

    http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Engineering_Technology/Magnetic_space_tug_could_target_dead_satellites

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