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  • 04/07/2019 - L’OCEANO SALATO DI EUROPA

    L’OCEANO SALATO DI EUROPA

    L’OCEANO SALATO DI EUROPA

    Una analisi spettrale della struttura di Tara Regio, ben visibile sulla superficie della luna Europa di Giove (vedi Figura, da Google), un team di scienziati planetari del Caltech e del Jet Propulsion Laboratory della NASA ha scoperto che il colore giallo che contraddistingue quella zona è dovuto al comune sale da cucina, il cloruro di sodio. Una scoperta che metterebbe fine a decenni di supposizioni circa la composizione degli oceani sotterranei della luna gioviana, che sono forse più simili a quelli terrestri di quanto si credesse in precedenza.

    Sotto la sua crosta ghiacciata, Europa ospita un oceano di acqua salata a contatto con un fondale roccioso, rendendolo un sito particolarmente interessante da esplorare nel Sistema Solare per le condizioni di abitabilità. Al momento attuale, tuttavia, l’opportunità migliore che i ricercatori hanno per comprendere la chimica di tale oceano è studiare la composizione della superficie, geologicamente giovane e attiva. Come, appunto, quella di Tara Regio.

    La storia sulla composizione di questa regione inizia con i dati ottenuti grazie ai sorvoli delle sonde Voyager e Galileo della NASA. Dati che hanno portato gli scienziati a concludere che Europa fosse coperta da uno strato di acqua liquida salata, racchiusa in un guscio ghiacciato. Lo spettrometro della sonda Galileo, in particolare, ha trovato ghiaccio d’acqua e una sostanza che sembrava essere solfato di magnesio, nella forma che viene anche chiamata “sale amaro”.

    Un risultato, però, in parte in disaccordo con quello ottenuto dall’analisi dei dati spettrali del Keck Observatory, nelle Hawaii, che non mostravano alcun assorbimento caratteristico che riflettesse la presenza di tali sali di magnesio. Cosa era dunque quel composto?

    Un aiuto è venuto dai risultati ottenuti da uno studio condotto in laboratorio su campioni di sali oceanici bombardati da radiazioni in una camera che simulava temperatura e pressione presenti sulla superficie di Europa. Si è riscontrato che il cloruro di sodio, dopo l’irradiazione, mostrava caratteristiche nuove: cambiava colore acquisendo una tonalità di giallo simile a quella visibile proprio nella Tara Regio.

    Con le osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble, i ricercatori hanno trovato il bandolo della matassa, identificando un assorbimento netto a 450 nm, che corrisponde esattamente a quello del sale irradiato dell’esperimento in laboratorio.

    Sembra plausibile che questo sale derivi dall’oceano sottostante, come ogni altro sale presente sulla crosta ghiacciata, geologicamente giovane. “Il cloruro di sodio potrebbe indicare che il fondo oceanico è idro-termicamente attivo – dice Samantha Trumbo, del Caltech - Ciò significherebbe che Europa è un corpo planetario geologicamente più interessante di quanto si credesse in precedenza”. 

    Nell’attesa che missioni come Europa Clipper – progettata per orbitare attorno a Giove e studiare la composizione della superficie della luna e del suo oceano – forniscano nuovi risultati a questo proposito, gli autori del nuovo studio propongono una rivalutazione della geochimica di Europa (Fonte: Media-INAF).

    Piero Stroppa

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