Instruments News a cura di Giuseppe Donatiello

Prima del 30/03/2016 a cura di Giancarlo Calzetta

  • 18/06/2018 - Canon espone il più grande sensore CMOS al mondo
  • 17/06/2018 - Moravian camera CCD G2 Mark II
  • 11/06/2018 - Omegon Telescopio Dobson Push+ mini N 150/750 Pro
  • 08/06/2018 - Canon presenta il 70-200mm f/2.8L IS III e 70-200mm f/4L IS II
  • 07/06/2018 - ZWO filtri Ha, SII, OIII 7nm a banda stretta
  • 04/06/2018 - Nuove camere CCD SBIG Aluma® 47-10 e 77-00
  • 23/05/2018 - Canon entra ufficialmente nel mercato dei sensori

    Canon entra ufficialmente nel mercato dei sensori

    Canon entra ufficialmente nel mercato dei sensori

    Nonostante la grande diffusione delle fotocamere, tranne che per le informazioni essenziali, poco o nulla era dato sapere circa i sensori CMOS prodotti da Canon e utilizzati esclusivamente sui propri dispositivi. Contrariamente ad altri produttori, Sony in primis, Canon non aveva mai reso disponibili i suoi CMOS per terze parti in modo da essere adoperati anche su prodotti che non fossero i suoi. Sino a poco tempo fa, poiché adesso è ufficialmente sul mercato attraverso un distributore autorizzato, Phase 1 Technology Corp di New York, da non confondere con Phase One, la compagnia danese di fotocamere.

     

    Al momento sono disponibili i tre CMOS di ultima generazione: il Full HD Ultra Sensitive, il 5 MP Global Shutter e l’enorme 120MP di cui abbiamo parlato più volte nelle Intruments News.

    Il primo, formalmente denominato 35MMFHDXS e introdotto ad aprile, è un 2.2 MP full-frame, dotato di eccezionale basso rumore e sensibilità a livelli bassissimi di luce, caratteristiche che lo rendono molto allettante nell’uso astronomico con tempi di esposizione brevissimi. L'elevata sensibilità e la maggiore dinamica sono state ottenute grazie a pixel con dimensioni maggiori della media, quadrati da 19 μm, con tecnologia proprietaria di Canon. Il sensore, disponibile in RGB e monocromatico, in applicazioni video è in grado di catturare 100 fotogrammi al secondo con una risoluzione di 1008p Full HD. Ciò significa che, in condizioni di scarsa illuminazione, è capace eseguire definite riprese al rallentatore di soggetti in movimento, altrimenti mossi con dispositivi di generazione precedente. Sebbene al momento non ci siano ancora dispositivi astronomicibasati su tale sensore, è facile prevedere che, a breve, i maggiori produttori di astrocamere lo adotteranno proprio in virtù delle sue eccezionali prestazioni, pari a ISO 4.560.000, sensibilità all’infrarosso Vicino (NIR) e soprattutto per la disponibilità sul mercato.

    Il secondo sensore, denominato 3U5MGXSC/M, da 5.33 MP effettivi (2592x2056 quadrati da 3.4 μm), non è propriamente una novità, essendo stato introdotto nel 2016. È un sensore da 2/3” non sofferente dell'effetto rolling shutter che genera tutta una serie di artefatti nelle riprese di soggetti in movimento, a bassi livelli di luce e alto frame-rate. Il 5 MP troverà esclusiva applicazione in dispositivi video con ben 8 aree ROI selezionabili e flip di lettura del campo.

    Anche il sensore da 120MP, formalmente denominato 120MXS, non è una novità, essendo stato annunciato nel 2015. Questo sensore utilizza pixel quadrati da 2.2 μm stipati nel formato APS-H (29,2x20,2 mm) ed è caratterizzato da eccezionale risoluzione, con discreta sensibilità effettiva, prestandosi alla realizzazione di camere destinate alla ripresa di larghi campi con strumenti molto corretti e spianati. A prescindere, esso introduce tutta una serie d’innovazioni, anche in applicazioni video, come una velocità di lettura incrementata del 35% rispetto a CMOS concorrenti e la possibilità di usare uno zoom digitale (ROI) senza lo sgradevole effetto della quadrettatura visibile.

     

    Maggiori dettagli su https://www.phase1vision.com/ 

     

     

     

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