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Prima del 30/03/2016 a cura di Giancarlo Calzetta

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  • 24/07/2018 - NUOVO SENSORE CMOS SONY IMX586
  • 11/07/2018 - Nikon COOLPIX P1000: la fotocamera bridge con superzoom 125x
  • 25/06/2018 - ZWO ASI120MM Mini
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  • 17/06/2018 - Moravian camera CCD G2 Mark II
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  • 07/06/2018 - ZWO filtri Ha, SII, OIII 7nm a banda stretta

    ZWO filtri Ha, SII, OIII 7nm a banda stretta

    ZWO filtri Ha, SII, OIII 7nm a banda stretta

    Per via dell’incessante crescita dell’inquinamento luminoso (IL), un certo numero di astrofili ha cominciato a rivolgersi alla fotografia in banda stretta poiché praticabile anche da siti urbani. Tuttavia, al contrario di quanto spesso si dica in merito, un filtro a banda stretta non elude gli effetti dell’IL e incrementi la brillanza dell’oggetto in quanto, pur operando in una stretta regione dello spettro, da un sito fortemente inquinato è sempre intercettata parte dell’emissione nel continuo, proveniente da varie sorgenti artificiali. Un filtro interferenziale a banda stretta si limita quindi a offrire una registrazione più contrastata, specialmente di una nebulosa, isolando parte dello spettro intorno alla riga di riferimento. In altre parole, nulla può surrogare – purtroppo – un sito veramente buio con un cielo fotometrico. Proprio in virtù del migliore contrasto derivato da un più favorevole rapporto S/N offerto da tali filtri, la fotografia nebulare è ancora percorribile, al contrario di quella a larga banda, da siti piuttosto afflitti da IL. Ogni novità in tal senso è quindi sempre accolta favorevolmente.

     

    ZWO ha da poco introdotto una nuova versione dei suoi filtri nebulari a banda stretta che si avvantaggiano delle più recenti innovazioni in fatto di trattamenti sia nel formato da 31.8 sia 36 mm.

    Nello specifico il nuovo H-alpha permette una migliore registrazione della riga a 656nm con un’efficienza pari al 90% della radiazione incidente in una banda pari a soli 7nm per assicurare il miglior contrasto pure da siti piuttosto inquinati.

    Parimenti il filtro SII propone la medesima banda passante intorno alla riga a 672nm e può essere usato parimenti in visuale per l’osservazione di diversi tipi di oggetti, dalle nebulose planetarie ai resti di supernova.

    Anche il filtro OIII può essere impiegato in visuale e propone lo stesso livello di contrasto e banda passante dei precedenti intorno alla riga a 500nm. Unitamente agli altri filtri della serie può essere impiegato in fotografia per creare composizioni in pseudo RGB o palette, potendo riprendere finanche alla presenza di Luna in fase non molto avanzata espandendo il periodo di attività mensile.

    Tutti i filtri sono lavorati con grande accuratezza e tolleranze veramente minime per operare al limite di diffrazione.

     Altri dettagli tecnici sul sito https://astronomy-imaging-camera.com/

     

  • 04/06/2018 - Nuove camere CCD SBIG Aluma® 47-10 e 77-00
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