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  • 24/07/2018 - NUOVO SENSORE CMOS SONY IMX586

    NUOVO SENSORE CMOS SONY IMX586

    NUOVO SENSORE CMOS SONY IMX586

    I sensori CMOS, a differenza dei CCD, per via della particolare architettura costruttiva, non permettono di eseguire il binning nella matrice di pixel e solo negli esemplari monocromatici tale funzione è possibile emularla via software senza essere comunque reale. Tuttavia, avevamo già anticipato che Sony stava lavorando alla messa a punto di un nuovo genere di sensore CMOS in grado di eseguire tale utilissima funzione, specialmente nell’imaging astronomico.

    Il primo di tali sensori è stato annunciato ufficialmente: è il Sony IMX586 da ben 48 Mp effettivi (8000x6000 pixel), veramente minuscoli con il lato che misura appena 0,8 μm e dimensioni lineari da mezzo pollice.

    Pur di dimensioni ridotte, l’IMX586, per numero di pixel, rivaleggia con le DSLR di fascia alta. La prima applicazione pratica sarà negli smartphone di prossima generazione che potranno così avvantaggiarsi dell’enorme risoluzione, nettamente superiore a quella standard a 12 Mp e, soprattutto, della speciale funzionalità introdotta su questo nuovo CMOS quando opera a bassi livelli di luce. È indubbio che tali dispositivi diventeranno sempre più performanti anche nell’uso astrofotografico.

    Il sensore IMX586 dispone di una schiera di filtri colore denominata Quad Bayer in cui ogni 2×2 pixel si ripete lo stesso colore del filtro. Quando si scatta in condizioni di scarsa illuminazione, i dati ricavati dalla griglia a 4 pixel sono sommati insieme e quindi interpretati come se fossero un solo pixel di dimensioni doppie, cioè da 1,6 μm, permettendo di acquisire foto più luminose da 12 Mp a basso rumore. Con tale funzione gli apparecchi che utilizzeranno il sensore, che è quanto di più simile al binning nelle camere CCD ma con dispositivi a colori, potranno scattare foto di alta qualità a bassa risoluzione, in condizioni di scarsa illuminazione, e foto standard ad altissima risoluzione e qualità.

    In ambito astronomico, grazie alla tecnologia di Controllo Esposizione di Sony e alla funzione Elaborazione Segnale, entrambe integrate nell’IMX586, è possibile un output in tempo reale del segnale con una gamma dinamica quattro volte maggiore rispetto a dispositivi convenzionali. Tale capacità si traduce nella possibilità di catturare scene con molte zone chiare e scure che preservano dinamica e dettaglio. Le minuscole dimensioni dei pixel non sembrano giocare molto a favore per un uso in astrocamere, specialmente in termini di sensibilità, ma i recenti sensori manifestano una QE nettamente maggiore ai sensori di vecchia concezione. Sony fa intendere che le prestazioni del suo nuovo CMOS siano strabilianti non solo in termini di definizione.

     

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