Le Stelle nr. 107

  Giugno 2012


In edicola dal 31 Maggio
IL TELESCOPIO che scruterà l’Universo più violento
Piero Vallania, Federico Di Pierro

CON UN CENTINAIO DI COLOSSALI SPECCHI DISTRIBUITI SU DI UNA SUPERFICIE DI ALCUNI CHILOMETRI QUADRATI, IL CHERENKOV TELESCOPE ARRAY (CTA) SARÀ IN GRADO DI STUDIARE IL CIELO GAMMA CON UNA SENSIBILITÀ SENZA PRECEDENTI. L’INAF HA INDIVIDUATO UNA SOLUZIONE TECNICA ORIGINALE E INNOVATIVA

Alla fine del 2011 sono state definite le linee guida dei prossimi dieci anni della Fisica astroparticellare, cioè lo studio dell’Universo alle più alte energie tramite i nuovi “messaggeri”: raggi gamma, neutrini, raggi cosmici e onde gravitazionali. Questi “messaggeri”, oltre a fornire informazioni sui processi astrofisici in condizioni estreme, permettono di indagare su problemi fondamentali, come la natura della materia e dell’energia oscura. Tra i “Magnifici Sette” progetti selezionati, nel settore dell’astronomia gamma di altissima energia primeggia il Cherenkov Telescope Array (CTA). Nata dalla collaborazione tra gli esperimenti HESS e Magic, ai quali nel 2011 si è aggiunta la componente americana impegnata in VERITAS, questa impresa vede oggi la partecipazione di circa 900 scienziati provenienti da tutto il mondo.


DOV’ERA LA CULLA DEL SOLE?
Robert Zimmerman

GLI ASTRONOMI STANNO TENTANDO DI INDIVIDUARE L’AMMASSO DOVE 4,6 MILIARDI DI ANNI FA NACQUE LA NOSTRA STELLA. SECONDO UNA IPOTESI PLAUSIBILE POTREBBE ESSERE M67, NELLA COSTELLAZIONE DEL CANCRO. MA SE ANCHE NON FOSSE COSÌ, STUDIANDO QUESTO AMMASSO APERTO IMPAREREMO PARECCHIE COSE SULLE NOSTRE ORIGINI

Capire l’ambiente in cui nacque il Sole è utile per scoprire se la nostra galassia può produrre altre stelle e sistemi planetari simili al nostro. Ci può inoltre insegnare molto sulla formazione stellare, il processo fondamentale che ha dato all’Universo l’aspetto che vediamo. E, soprattutto, ci aiuterà a colmare le lacune nella nostra conoscenza della storia del Sistema Solare. La scoperta del luogo di nascita del Sole può in un certo senso essere paragonata a quella di un bambino adottato che viene a conoscenza dell’identità dei suoi genitori. La sensazione è che questo lontano passato non rimarrà per molto altro tempo sconosciuto, ma che anzi sta diventando un evento che può essere studiato e capito.


IL SECONDO È MOBILE!
Piero Bianucci

LA GIORNATA DEL 30 GIUGNO DURERÀ UN SECONDO DI PIÙ E I SATELLITI GPS, CON I LORO OROLOGI ATOMICI, VERRANNO A TROVARSI IN ANTICIPO DI 16 SECONDI SULL’ORA UFFICIALE, CHE FA ANCORA RIFERIMENTO ALLA ROTAZIONE DEL NOSTRO PIANETA E AL MERIDIANO DI GREENWICH. INTANTO PAESI COME CINA, INDIA E GIAPPONE CON I LORO SISTEMI DI NAVIGAZIONE SATELLITARE STANNO AUMENTANDO LA CONFUSIONE DELLE SCALE DI TEMPO. NEL 2015 LA DECISIONE DEFINITIVA: ABBANDONARE L’ORA TERRESTRE PER QUELLA ATOMICA COME PROPONGONO GLI STATI UNITI O DIFENDERE L’ORA ASTRONOMICA COME VORREBBERO GLI INGLESI?
Il 2012 non ci fa mancare niente. L’inverno è durato un giorno di più perché questo è un anno bisestile. Come se non bastasse, avremo anche un’estate leggermente più lunga, in parte per motivi di tipo astronomico e in parte per “colpa” di una tecnologia che in fatto di precisione ormai supera nettamente la natura. Che succede? Semplice: il 30 giugno durerà un secondo di più. Poca cosa, ma intanto, di secondo in secondo, la differenza tra l’ora segnata dagli orologi dei satelliti GPS che fanno funzionare il navigatore dell’auto rispetto al segnale orario sul quale regoliamo le lancette salirà a 16 secondi. Oltre un quarto di minuto di ritardo, un arco di tempo già apprezzabile anche nella vita quotidiana, benché non ancora significativo per la puntualità dei nostri appuntamenti.

VENERE INCONTRA IL SOLE Appuntamento all’alba
Walter Ferreri

IL TRANSITO DEL PROSSIMO 6 GIUGNO SARÀ IL SECONDO E L’ULTIMO DEL XXI SECOLO: UN FENOMENO IMPERDIBILE. DALL’ITALIA SI POTRÀ OSSERVARE SOLO LA FASE FINALE CON L’USCITA DEL PIANETA DAL DISCO DELLA NOSTRA STELLA. OCCORRE RECARSI IN UN LUOGO CON L’ORIZZONTE LIBERO DA OGNI OSTACOLO, E SPERARE CHE NON CI SIANO NEBBIE. “GOCCIA NERA” E VARIE INSOLITE IMMAGINI SONO STATE SEGNALATE DA MOLTI ASTRONOMI E ASTROFILI

I transiti di Venere davanti al Sole sono fenomeni piuttosto rari, che si verificano in coppia a distanza di 8 anni: occorre infatti attendere 105 o 120 anni per la successiva coppia di passaggi. L’ultimo transito avvenne l’8 giugno 2004 e dopo questo, imminente, del 6 giugno 2012, il prossimo non si verificherà prima del 2117. I transiti di Venere sono persino più rari delle mutue occultazioni di pianeti visibili ad occhio nudo. Per quanto ne sappiamo, fino ad ora nella storia dell’umanità sono stati osservati sei transiti, e gli ultimi tre sono stati anche fotografati. Il transito di Venere è dunque uno dei pochi fenomeni che giustificano un viaggio, anche in un paese lontano. Per chi parte dall’Italia, i luoghi convenienti sono quelli dell’Asia (Mongolia), più ancora delle meno lontane regioni più a nord della Russia, per le probabilità d’avere cielo sereno.









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