Le Stelle nr. 129

  Aprile 2014


In edicola dal 27 marzo

Possiamo esplorare quei mondi alieni?
Albino Carbognani

La scoperta di pianeti nelle immediate vicinanze del Sole rendono più concreti i progetti dei viaggi interstellari. Tra le mete interessanti c’è anche Alpha Centauri. Come superare i razzi a propulsione chimica: fissione nucleare, annichilazione materia-antimateria 


Che cosa sarebbe l’astronautica oggi se non avessimo avuto un obiettivo vicino e relativamente facile da raggiungere come la Luna? Sicuramente, avere un corpo celeste così prossimo, quasi “un’isola nello spazio” a due passi da noi, ha favorito (e favorirà ancora di più in futuro), lo sviluppo delle tecniche per il volo spaziale interplanetario. 


Con Yutu la Cina a spasso sulla Luna
Mario Di Martino

Dato per morto sei settimane dopo la discesa nel Sinus Iridum, il rover lanciato da Pechino “ha ripreso conoscenza”. Una impresa memorabile per l’ambiziosa potenza asiatica. Risultati ottenuti e attesi


Nonostante le voci che lo avevano dichiarato “morto”, Yutu, il primo rover cinese sceso sulla Luna, sembra essersi ripreso dal malfunzionamento che lo aveva colpito alla fine di gennaio, esattamente sei settimane dopo il suo arrivo sul nostro satellite: un guasto grave che aveva fatto temere il parziale fallimento della missione. “Ha ripreso conoscenza! È vivo e abbiamo la possibilità di riprendere il piano di esplorazione sulla Luna”, ha detto Pei Zhaoyu, portavoce del programma lunare cinese, citato dall’agenzia di stampa Nuova Cina.


Faccio l’astrofisico. E che mestiere è?
Luigi Foschini

“Vi racconto la mia giornata, quella di uno scienziato che lavora con satelliti artificiali che hanno a bordo osservatori per studiare l’universo violento delle alte energie” 


“Ma tu cosa fai, quando lavori?” Questa è una domanda che mi sento porre spesso. Ormai molti sono abbastanza smaliziati da capire che il lavoro di un astrofisico non consiste semplicemente nel guardare il cielo. In internet circolano da tempo gustosi tormentoni del tipo “come mi vedono i parenti, amici, conoscenti, la società”, “cosa penso di fare e cosa faccio realmente”, e l’astrofisico non manca certo all’appello. Qui proverò a descrivere un particolare tipo di attività nell’ambito della ricerca in astrofisica: l’osservazione del cosmo alle alte energie per mezzo di satelliti artificiali. 


Stelle con le rughe che tornano ragazzine
Marisa Brienza

Negli ammassi globulari di solito ci sono soltanto astri vecchissimi di colore rossastro. Per questo ha destato grande sorpresa la scoperta di stelle “ringiovanite” di colore azzurro. Sono le “vagabonde blu”. Derivano dalla fusione di due stelle antiche, o da vampirismo in un sistema binario stretto 


Gli ammassi globulari sono oggetti ideali per studiare modelli teorici in molti ambiti dell’astrofisica e della cosmologia, dalle teorie di evoluzione stellare, alla formazione della nostra galassia, all’espansione dell’universo. Ma uno degli aspetti più affascinanti di questi affollatissimi sistemi stellari sta nel fatto che  si prestano perfettamente come laboratori dinamici in cui studiare il complicato legame che esiste tra l’evoluzione delle singole stelle e l’evoluzione dinamica del sistema stellare. Spesso ciò porta alla creazione di oggetti stellari esotici come le cosiddette “Vagabonde Blu”.


Prima eclissi di sole descritta in “volgare”
Claudio Marazzini

Compare in un’opera di Restoro d’Arezzo datata 1282, quando Dante aveva 17 anni. È il più antico testo astronomico della nostra letteratura. Il fenomeno osservato dall’autore risale al 3 giugno 1239. Un confronto con Angelo Secchi


Nel XIII secolo un astronomo italiano ha descritto un’eclissi in maniera originale, osservandola dal vero e accompagnando la descrizione a notazioni scientifiche: la posizione delle stelle, della Luna e dei pianeti. Parecchi anni dopo l’evento queste osservazioni trovarono posto in un libro, noto agli specialisti come la più antica trattazione di questo genere in volgare italiano. 


Big Bang a Ginevra (con Alice al Cern)
Elena Bruna, Stefania Bufalino

Ecco l’esperimento che produce in laboratorio una materia centomila volte più calda del centro del Sole e con una densità superiore a quella delle stelle di neutroni. Tutte le risposte che ci aspettiamo dal plasma di quark e gluoni 


Il 10 settembre del 2008 è entrato in funzione al CERN (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare) di Ginevra il più grande e potente acceleratore di particelle mai realizzato: il Large Hadron Collider (LHC), un anello costruito a più di 100 metri di profondità, in una galleria circolare lunga 27 km al confine tra Francia e Svizzera. LHC consente l’accelerazione di protoni e ioni pesanti fino al 99,9999991% della velocità della luce, con il raggiungimento di energie nel centro di massa dell’ordine dei teraelettronvolt (TeV), dove 1 TeV corrisponde a 1012 elettronvolt.









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