Le Stelle nr. 68

  Dicembre 2008


In edicola dal 27 Novembre
Dall’Europa allo spazio e ritorno
Cristina Olivotto

Una riflessione (non solo) didattica sulle prospettive della vita nello spazio è il tema centrale del DVD proposto dall’Agenzia Spaziale Europea e distribuito gratuitamente in allegato a questo numero
A ben vedere, potremmo tutti definirci viaggiatori spaziali. La nostra navicella si chiama Terra, viaggia intorno al Sole a 107.000 km/h ed è talmente confortevole, fatta apposta per noi – o noi fatti apposta per lei – che il viaggio passa del tutto inosservato. Da appena poco più di 50 anni, però, l’uomo ha intrapreso un nuovo viaggio, questa volta di propria volontà, verso lo spazio, uscendo per la prima volta – per dirla alla Tsiolkovsky, uno dei pionieri dell’astronautica – dalla sua culla, dalla sua comoda navicella naturale. Un’epopea fatta di successi, sfide, gioie e dolori che anno dopo anno ci permette di guardare un po’ oltre, di stabilire nuovi obiettivi e sentirci sempre più cittadini dell’Universo. Un viaggio di esplorazione, di quelli che ci emozionavano letti nei libri di narrativa da ragazzi e che ancora oggi fanno sognare di nuovi mondi ignoti, nuove sensazioni. Abbiamo dunque sviluppato le capacità tecniche per lasciare la Terra. Ma per colonizzare lo spazio e viaggiare verso altri pianeti dobbiamo ancora imparare a sopravvivere per lunghi periodi di tempo là fuori, nell’ignoto spazio profondo. Il modello a cui ispirarsi è la Terra, che ci provvede di tutto quello di cui abbiamo bisogno. Tags:ASTRONAUTICA
L’osservazione radar degli asteroidi
Mario Di Martino

Questa tecnica osservativa è l’unica che permette il calcolo estremamente preciso delle orbite degli asteroidi, in particolare di quelli che passano vicino alla Terra
Il 18 agosto 2002 un asteroide delle dimensioni di poco inferiori a 1 km, denominato 2002 NY40, passò a soli 550.000 km dalla Terra, meno di due volte la distanza della Luna. Si tratta di una distanza ragguardevole per le scale umane ma su quella astronomica possiamo ben dire che il nostro pianeta è stato sfiorato da questo oggetto cosmico. Episodi come questi si ripetono di continuo perché la Terra orbita attorno al Sole in uno spazio relativamente affollato di pianetini, uno dei quali potrebbe anche colpirci. Questi oggetti sono denominati Near-Earth Asteroid (NEA) e da oltre un decennio, anche a livello politico, ci si è resi conto del pericolo che possono rappresentare per il genere umano. Episodio indicativo di questa presa di coscienza è la posizione dal governo cinese, il quale, tra i motivi del rifiuto a sottoscrivere un trattato per la messa al bando delle armi nucleari, ha annoverato l’intenzione di mantenere questi ordigni per poterli eventualmente usare contro un asteroide in rotta di collisione con la Terra. Certo, viene il sospetto che in questo caso la giustificazione sia pretestuosa, ma forse la Cina non dimentica quel giorno funesto del 1490 in cui, secondo i documenti della dinastia Ming, una pioggia di pietre caduta dal cielo uccise moltissime persone. Negli Stati Uniti l’approccio al problema è più pragmatico e ogni anno la NASA investe alcuni milioni di dollari nei programmi di ricerca di NEA, mentre in Europa qualche timido passo è stato intrapreso dall’ESA, anche se al momento non si è ancora concretizzato in una vera e propria fase operativa. Tags:SISTEMA SOLARE
La Cina, una nuova potenza anche in campo spaziale
Antonio Lo Campo

Dopo il successo della prima “passeggiata spaziale” la Repubblica Popolare Cinese non può più essere considerata come un semplice paese emergente nella corsa allo spazio
La Cina ha portato a termine lo scorso settembre una nuova e spettacolare impresa spaziale. Una missione complessa, mai tentata prima e che nascondeva qualche rischio, anche se calcolato, come confermato dai dodici mesi di ritardo sul programma originario. Ma la terza missione cinese con astronauti a bordo ha fatto nuovamente registrare un grande successo: tre giorni in orbita con tre “taikonauti” tutti assieme, e uno di loro che diventa il primo “pedone spaziale made in China”, rappresentano la conferma che questa nazione non è più una potenza spaziale “emergente”, ma una grande protagonista dello scenario spaziale mondiale. Un’impresa che fa ricordare quelle, altrettanto storiche, effettuate 43 anni fa dal russo Alekseij Leonov (Voskhod 2, marzo 1965) e dall’americano Ed White (Gemini 4, giugno 1965). Abituati ormai da diversi anni a vedere le “attività extraveicolari” all’esterno di grandi complessi orbitanti, come lo Space Shuttle, la Mir e la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), il fatto di vedere Zhai Zhigang uscire dalla piccola Shenzhou ci ha riportati agli anni del pionierismo, in quell’epoca indimenticabile in cui l’astronautica era quasi sempre da... prima pagina. Il programma spaziale cinese di missioni con astronauti, d’altra parte, ha seguito finora un’evoluzione logica, avvenuta passo dopo passo e con grande cautela. Il mese è quasi sempre quello di ottobre. Nel 2003 la navicella Shenzhou 5 (“Vascello divino”) portò in orbita il primo astronauta, o “taikonauta” come si dice nel gergo cinese, un nome che deriva direttamente da “Tai Kong”, che significa “cosmo”. Tags:ASTRONAUTICA
Voyager 4, viaggiatore del cielo
Joe Heafner

Uno dei più duraturi programmi astronomici di planetario per PC continua a migliorare con il tempo
Definito un “simulatore dinamico del cielo”, il programma Voyager 4 della Carina Software è nato nel 1987 come software di controllo per una montatura telescopica. Entro un anno, tuttavia, venne rilasciato come un planetario a sé stante per i computer Macintosh. Avvicinandosi adesso al ventesimo anno di vita, ed essendo disponibile per Mac OS X e Windows, Voyager 4 ha decisamente guadagnato uno dei primi posti tra i più venerabili programmi astronomici. La mia esperienza con Voyager è iniziata mediante il prodotto gemello Sky Gazer, che era incluso in un libro di testo di astronomia che utilizzavo in un corso diversi anni fa. Voyager 4 era offerto come un potenziamento e ho deciso di provarlo, prima in aula e poi a casa. La tendenza della maggior parte dei programmi di planetario è quella di occupare sempre più spazio disco ogni versione successiva. Voyager 4, tuttavia, occupa soltanto poco più di 600 Mb pur contenendo notevoli archivi di dati. Questo lo rende ideale per i PC portatili più vecchi con hard disk relativamente piccoli. Un’altra tendenza degli attuali planetari di elevato livello grafico è la lentezza in presenza di hardware piuttosto vecchi. Tags:
Quando Cesare invase la Britannia
Olson, Doescher, Beicker e Gregory


Nel 55 a.C. una flotta di navi comandata da Giulio Cesare salpò dalle coste della Gallia (l’attuale Francia) diretta verso una località sulle coste della Britannia, con il fine di invadere quest’ultima. Per i Romani questo era un coraggiosissimo salto oltre le frontiere del mondo conosciuto e il racconto che ne fa Cesare, studiato da intere generazioni di studenti, segna l’inizio della storia scritta (per quel che ci è dato di sapere) delle isole britanniche. Cesare, riferendosi a se stesso in terza persona, fornisce dettagli importanti della sua avventura nel libro quarto del suo famoso “De Bello Gallico”: “Solo una piccola parte dell’estate rimaneva [...] Cesare in persona raggiunse la Britannia con le prime navi nella quarta ora del giorno [metà mattinata] e là vide le forze armate del nemico in vista lungo tutta la cima della scogliera. Quella era la natura del luogo e i pendii che là contornavano il mare erano talmente scoscesi che era possibile dalla loro vetta scagliare una lancia sulla costa. Poiché non era possibile scegliere un posto idoneo per l’attracco, [Cesare] aspettò fino all’ora nona [metà pomeriggio] che le altre navi lo raggiungessero. [...] Nel momento in cui sia la marea che il vento furono favorevoli, a un suo comando la flotta partì per raggrupparsi 7 miglia oltre, in un luogo aperto e con una costa dolce”. Tags:
Dalle stelle ai fiorellini, e viceversa
Luigi Sertorio

Il tema della complessità offre l’opportunità di collegare le stelle delle galassie ai fiori e agli esseri viventi in genere
Se guardiamo le stelle, di notte, possiamo pensare a Dante e al pensiero dominante del Trecento, all’ordine divino che opera nei cieli e sulla Terra, che spiega le stelle e la morfologia degli organismi viventi e infine l’etica dell’uomo. Oppure possiamo pensare alla fisica, alla fusione nucleare che opera nel cuore centrale delle stelle, al trasporto dei fotoni attraverso la massa fluida fino alla superficie e all’emissione verso lo spazio esterno. Solo una piccolissima parte di questa emissione è captata dai nostri occhi, o meglio dai telescopi e dai rivelatori di fotoni di alta oppure di bassa energia. In questa descrizione utilizziamo concetti che sono stati acquisiti circa un secolo fa e ulteriormente maturati negli ultimi 50 anni. Sulla Terra siamo circondati dalla vita e ne siamo parte. Negli stessi decenni in cui i fisici incominciano a capire la dinamica delle stelle, che implica la meccanica quantistica delle reazioni nucleari, i biologi lavorano al riduzionismo, il programma che cerca di spiegare il funzionamento degli organismi viventi partendo dalla conoscenza delle leggi della fisica atomica e molecolare. Il ciclo di Calvin, la fotosintesi, il ciclo di Krebs, la respirazione, le maximolecole a elica, la memoria di specie. Si passa dalla fisica alla chimica inorganica, alla chimica organica e così via fino alla biologia cellulare, la neurologia, la psicologia, la sociologia. In altre parole le scienze della vita incominciano a prendere il posto dei dogmi religiosi. Tags:ASTROFISICA







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