Nuovo Orione nr. 182

  Luglio 2007


In edicola dal 28 Giugno
SEQUENZE ANIMATE con le fotocamere digitali
Lorenzo Comolli e Alessandro Gambaro

Il grande sviluppo delle fotocamere digitali rende possibile realizzare degli effetti spettacolari, che danno una terza dimensione (il tempo) alle immagini
L’avvento del digitale nella fotografia astronomica non ha portato solamente un cambiamento del mezzo su cui vengono registrate le immagini. Le tecniche digitali, sviluppatesi inizialmente come applicazione alle fotografie chimiche digitalizzate, possono ora esprimersi direttamente sulle foto digitali. Uno dei grandi vantaggi del digitale è la possibilità di scattare centinaia o migliaia di immagini senza alcun problema di finire il rullino o di spendere un patrimonio in laboratori di sviluppo. Proprio questa possibilità può essere sfruttata dall’astrofilo, per realizzare sequenze animate del paesaggio notturno; per esempio, animazioni del tramonto del Sole, oppure del moto delle costellazioni. Queste tecniche aprono letteralmente una terza dimensione (il tempo) nelle semplici immagini bidimensionali. Le potenzialità sono moltissime: qui vengono illustrate solo alcune di esse; ma invitiamo i lettori a liberare la loro fantasia, per realizzare nuove “opere” astronomiche. Tags:TECNICA
OAMP: una finestra sugli asteroidi
Maurizio Vicoli

A colloquio con Luciano Tesi, direttore dell’Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, centro di eccellenza nella ricerca dei corpi minori del Sistema Solare
L’Osservatorio Astronomico della Montagna Pistoiese, sito in località Pian dei Termini (Gavinana) del comune di San Marcello Pistoiese (PT), a circa 1000 m slm, è una struttura pubblica realizzata nel 1990 e successivamente ampliata (nel settembre 2003), con il raddoppio delle capacità della sala delle conferenze e la costruzione di una seconda cupola. Costruito per rispondere alle esigenze culturali e scientifiche della popolazione, degli studenti e dei ricercatori, l’OAMP è visitato ogni anno da migliaia di persone. La sua realizzazione ha inoltre consentito di intraprendere un’intensa attività di ricerca nel campo dei pianetini che ha portato alla scoperta di centinaia di nuovi asteroidi. L’Osservatorio è gestito dal gruppo amatoriale locale (Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese, GAMP) ed è diretto dal dott. Luciano Tesi, uno dei padri della ricerca italiana sui corpi minori del Sistema Solare. Tesi, per la sua quarantennale attività astronomica, è stato recentemente premiato nella prima edizione del “Premio Nazionale Meteorite d’oro - Comune di Secinaro”. Tags:OSSERVATORI
Il Mare Tranquillo dell’APOLLO 11
Andrew Chaikin (traduzione di Walter Ferreri)

Nell’anniversario del primo sbarco umano sulla Luna, andiamo a scoprire una serie di interessanti dettagli nella pianura lavica meglio conosciuta del nostro satellite naturale
Uno dei motivi per i quali per me la Luna ha un fascino senza fine è che essa simbolizza l’esplorazione. Io non posso uscire di casa e vedere il polo sud terrestre o il monte Everest, o altre regioni estreme dove gli esploratori si sono avventurati sulla Terra. Ma quando guardo la Luna, mi rendo conto che sto guardando il luogo più lontano che chiunque abbia mai visitato di persona. Quando sono al telescopio, talvolta scruto la vasta pianura scura chiamata Mare Tranquillitatis – il nome latino del Mare della Tranquillità – dove Neil Armstrong e Buzz Aldrin lasciarono la prima orma umana in un altro mondo. Anche voi potete esplorare il Mare della Tranquillità; quando lo farete, potrete scoprire la storia affascinante del violento passato vulcanico della Luna. Un sito perfetto per il primo allunaggio Usando un binocolo o un telescopio a basso ingrandimento, per trovare il Mare della Tranquillità guardate un po’ a nord-est rispetto al centro del disco lunare. Confina con altre due pianure scure, il Mare della Serenità a nord-ovest e il Mare della Fecondità a sud-est. La prima cosa che noterete del Mare della Tranquillità è che si presenta più scuro e più liscio dei terreni brillanti e pesantemente craterizzati che lo circondano, come anche gli altri maria lunari. La sua piattezza è la motivazione che lo fece scegliere come sito per l’atterraggio della missione Apollo 11, nel luglio 1969: per offrire agli astronauti un luogo sicuro dove atterrare. Ma perché questa zona è così liscia? Tags:OSSERVAZIONI
Venere e Saturno in CONGIUNZIONE
Walter Ferreri

L’evento del mese di luglio si presenta il giorno 1: un incontro stretto tra due pianeti brillanti
Di tanto in tanto, accade che due pianeti vengano a trovarsi prospetticamente vicini. Questi fenomeni prendono il nome di “congiunzioni”: quando avvengono tra pianeti luminosi, e in posizione agevolmente osservabile, sono spettacolari. Ricordiamo che due pianeti (o un pianeta e una stella, o la Luna e un pianeta ecc.) si dicono in congiunzione quando hanno la stessa Ascensione Retta (AR) o la stessa longitudine eclittica. Normalmente, gli almanacchi astronomici si riferiscono all’AR, perché è la coordinata più usata, ma forse sarebbe più logico considerare la longitudine, in quanto i pianeti si muovono approssimativamente lungo l’eclittica e non lungo l’equatore celeste. Uno di questi fenomeni - facile da osservare! - si verifica la notte del primo giorno di questo mese, tra i pianeti Venere e Saturno, nella parte anteriore della costellazione del Leone. L’istante in cui i due astri sono più vicini ha luogo alle ore 1.00 del giorno 2 (in Tempo Universale), quindi alle 3 del nostro Tempo Legale estivo. A quest’ora, l’evento per noi dall’Italia non è osservabile, in quanto i due pianeti sono già tramontati. L’evento dal nostro Paese è visibile alcune ore prima, per esempio tra le 21.30 e le 22 (quindi in orario molto comodo). Poiché il Sole tramonta mediamente alle ore 20.40, il nostro periodo migliore di osservabilità si situa tra le 21.30 e le 22. Grazie all’elongazione dal Sole di 42°, a quell’ora i due pianeti sono ancora sufficientemente alti sull’orizzonte per essere ben osservabili e non immersi tra i veli e le foschie dell’orizzonte, mentre il cielo presenta già un buon gradiente di oscurità. Tags:OSSERVAZIONI
“In cima alle stelle”
Giuseppe Palumbo

L’Universo tra Arte, Archeologia e Scienza in mostra al Forte di Bard (AO)
Presso il Forte di Bard (in Valle d’Aosta) è possibile visitare, sino al 2 settembre prossimo, la mostra “In cima alle stelle - L’Universo tra Arte, Archeologia e Scienza”, ideata e promossa dall’Associazione Forte di Bard per la valorizzazione del turismo culturale del Forte di Bard, in collaborazione con l’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e la Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Tra i curatori della mostra, si segnala la consulenza dell’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta. Presso il Museo delle Alpi Il Forte di Bard, che ospita il Museo delle Alpi, accoglie così un suggestivo percorso - ispirato comunque al rigore della scienza - in cui l’Astronomia, l’Arte e l’Archeologia sono state riunite intorno a un tema unico: le stelle. Questo evento espositivo, oltre a indagare il rapporto esistente tra l’uomo, la volta celeste e la montagna, intende proporre il legame esistente tra l’arte ispirata dalla percezione dei fenomeni celesti, la scienza astronomica contemporanea e il patrimonio archeologico della Valle d’Aosta. L’evento offre, in modo trasversale, uno stimolante percorso tra passato, presente e futuro, che permette di far acquisire al visitatore una nuova consapevolezza nei confronti del pensiero astronomico in tutta la sua storia ed evoluzione. Tags:
Meraviglie dal SUD AFRICA
Fabrizio Melandri

Un viaggio improvvisato, deciso all’ultimo minuto, ma ne valeva la pena: una cometa da mozzare il fiato e non solo…
Sono stato indeciso per qualche giorno: la cometa C/2006 P1 McNaught aveva sorprendentemente aumentato la sua luminosità in poco tempo, fino a rivaleggiare con Venere e rendendosi visibile in pieno giorno. Passato il perielio il 12 gennaio, si era spostata nell’emisfero australe, divenendo inosservabile dalle nostre latitudini: valeva la pena di seguirla partendo per l’emisfero Sud? Così come la sua luminosità era rapidamente aumentata, ben cinque magnitudini in meno di una settimana, altrettanto velocemente avrebbe potuto diminuire, forse non era il caso di partire. Poi sul Web iniziarono a circolare le prime foto della cometa fatte dagli astrofili australi, foto di giorno in giorno sempre più spettacolari, man mano che l’astro, allontanandosi dal Sole, migliorava le sue condizioni di visibilità. Il 17 gennaio, dopo aver visto le ultime strabilianti immagini realizzate in Australia, ho rotto gli indugi e tre giorni dopo ero in Sud Africa, a -35° di latitudine. Tags:OSSERVAZIONI
Fujinon Techno Stabi 14x40
Piergiovanni Salimbeni


Questo mese proponiamo ai lettori la prova del binocolo Fujinon Techno Stabi 14x40, dotato di un sistema di stabilizzazione di terza generazione che abbiamo avuto modo di testare per un paio di mesi, grazie alla collaborazione dell’importatore SkyPoint di Udine. Quando si fa uso di binocoli con un ingrandimento superiore ai 10- 12x, l’osservazione diventa più difficoltosa, a causa delle vibrazioni indotte dalle braccia dell’osservatore, che sono amplificate in maniera direttamente proporzionale agli ingrandimenti dello strumento. Tale fenomeno - fastidioso durante le osservazione diurne - diventa addirittura drammatico nelle osservazioni astronomiche, a causa delle esigue dimensioni degli astri, che, per essere percepiti in maniera puntiforme, costringono gli astrofili a dotarsi di validi supporti per sostenere lo strumento. Del resto, per l’uso diurno, il binocolo leggero e fruibile a mano libera per antonomasia è il classico 8x30, che presenta un ingrandimento minimo, un peso ridotto e un buon campo apparente, mentre per le osservazioni stellari si arriva a preferire il 7x50 o ancor meglio l’8x56. Il leggerissimo Vixen 9x63 e i classici 10x50, invece, si rivelano i binocoli con il giusto compromesso fra luminosità, ingrandimento e leggerezza. Se si volesse utilizzare con profitto ingrandimenti e obbiettivi dal diametro superiore, si dovrebbe necessariamente fare uso di un cavalletto fotografico. Fa quindi un certo effetto porre l’occhio agli oculari di questo binocolo, dotato di ben 14 ingrandimenti, accendere il sistema di stabilizzazione e osservare a mani libere! Tags:PROVE STRUMENTI







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