Nuovo Orione nr. 204

  Maggio 2009


In edicola dal 30 Aprile
LULIN la cometa della cooperazione
Lorenzo Comolli

Scoperta dai cinesi, ha regalato fenomeni spettacolari nelle notti dell’inverno appena trascorso
Prima ancora di essere uno spettacolo celeste, la cometa C/2007 N3 (Lulin) è stata un esempio di cooperazione tra due storici nemici: Taiwan e Cina. Infatti, la cometa è stata scoperta da Quanzhi Ye, un giovane studente universitario della Repubblica Popolare Cinese (Sun Yat-sen University), analizzando alcune riprese effettuate l’11 luglio 2007 da un altro cinese, Chi Sheng Lin, ma di Taiwan, che aveva utilizzato il telescopio da 16” (40,6 cm) dell’Osservatorio Lulin, da cui la cometa ha poi preso il nome. Tutto quello che si poteva osservare allora era un semplice puntino. Nei mesi successivi, si è giunti però alla conclusione che la cometa sarebbe diventata relativamente luminosa nel mese di febbraio 2009. Le previsioni sono state confermate: nella seconda metà di febbraio, la cometa Lulin è stata il soggetto preferito degli astrofili, che l’hanno fotografata notte per notte. Ha raggiunto la magnitudine 4,5 a fine febbraio e successivamente è calata velocemente di luminosità. Molte sono state le caratteristiche che l’hanno resa un oggetto interessante. Tags:OSSERVAZIONI
La meravigliosa storia degli ANELLI DI SATURNO
R. Lena, M. T. Bregante e S. Bolzoni

In attesa della prossIma apparIzIone “dI taglIo”, rIpercorrIamo le tappe della scoperta deI pIù affascInantI oggettI del sIstema solare
Saturno è il sesto pianeta in ordine di distanza dal Sole e il secondo, dopo Giove, per dimensioni. Nonostante disti dalla Terra quasi il doppio di Giove, le sue enormi dimensioni lo rendono visibile a occhio nudo, per circa dieci mesi all’anno. Saturno possiede un impressionante e caratteristico sistema anulare, che lo rende il più bello dei pianeti. Noto sin dall’antichità, la scoperta dei suoi affascinanti anelli avvenne però solo con l’avvento e l’uso del cannocchiale a partire da Galileo Galilei. È impressionante che un sistema di anelli vistoso come quello che orna Saturno si possa rendere, in alcune occasioni, pressoché invisibile all’osservazione. Ciò accade quando gli anelli si trovano “di taglio” rispetto all’osservatore. In questo articolo descriviamo la storia delle osservazioni di Saturno e le teorie elaborate per spiegare la diversa visibilità degli anelli che era stata già evidenziata da Galileo. La prossima apparizione di taglio, che sarà di notevole interesse per gli osservatori planetari, si presenterà nel corso del 2009. Tags:ASTRONOMIA E STORIA
In visita al Museo di SCIENZE PLANETARIE
Giuseppe Palumbo

A Prato, in Toscana, una straordinaria struttura scientifica e didattica ci invita a un percorso che parte dalla nascita dell’universo per giungere fino al nostro pianeta
Il Museo di Scienze Planetarie di Prato è il risultato pratico di un’idea della Provincia di Prato, che ha voluto dare un impulso allo sviluppo della cultura scientifica. Il nome del Museo è strettamente legato ai contenuti e ai reperti che presenta: meteoriti e minerali, nonché i processi genetici che hanno portato alla loro formazione, con particolare riguardo alla nascita e all’evoluzione del Sistema Solare. Un percorso multimediale L’architettura degli interni è strutturata in modo da ricreare un percorso continuo che - partendo dalla nascita dell’Universo e del Sistema Solare - conduce, attraverso le meteoriti, fino alla Terra, rappresentata dai minerali. Questo percorso viene realizzato per mezzo di una parete curva, sulla quale sono collocate, nella parte iniziale, la rappresentazione di una porzione della Via Lattea, realizzata con fasci di fibre ottiche, e un modello del Sistema Solare, dove i pianeti sono realizzati in dimensioni proporzionali alle loro grandezze reali. Proseguendo, trovano posto nella parete grandi spazi espositivi a vetri concavi e convessi, con ripiani interni che ospitano sia campioni che grandi pannelli descrittivi delle diverse tipologie degli oggetti esposti: meteoriti condritiche, meteoriti differenziate, diorami dei deserti caldi e freddi, rocce da impatto e minerali. Tags:MOSTRE E MUSEI
La congiunzione GIOVE-NETTUNO
Walter Ferreri

Un fenomeno che ci permette di puntare facilmente l’ultimo pianeta del Sistema Solare e di ripetere una storica osservazione di Galileo
Il lunedì 25 di questo mese Giove e Nettuno vengono a trovarsi in congiunzione, con una distanza minima tra i due astri inferiore al diametro apparente della Luna. Il fenomeno, obiettivamente, non è molto rilevante, ma merita di essere preso in considerazione, perché ci ricorda una posizione analoga che ebbero i due pianeti nel 1612-1613, quando furono visti da Galileo. Come scoprirono nel 1980 Charles T. Kowal (California Institute of Technology) e Stillman Drake, uno storico della scienza, il nostro grande scienziato stava allora seguendo Giove e i suoi satelliti, quando nello stesso campo del suo cannocchiale si presentò Nettuno, allora sconosciuto. Con la sua magnitudine a ridosso dell’ottava, questo pianeta è del tutto invisibile a occhio nudo, ma era percepibile attraverso il piccolo cannocchiale usato allora da Galileo. Tags:OSSERVAZIONI
Le sfere di luce di HESSDALEN
Antonio Lo Campo

I fenomenI anomalI che sI verIfIcano nella valle norvegese InvItano ad approfondIre I mIsterI che sI annIdano nello spazIo che sI estende tra Il cIelo e la terra
Hessdalen è una regione suggestiva e selvaggia della Norvegia, il cui nome è diventato celebre per i cosiddetti “fenomeni di luce volante”. Sembra una riedizione del mito di Loch Ness. Attorno a quel lago scozzese, è nato il mito di un dinosauro acquatico, che solo qualcuno avrebbe visto in passato, e che poi nessuno ha più avuto modo di osservare in modo concreto e convincente (vedi un’interessante interpretazione del fenomeno nell’articolo “Un mondo pieno di miraggi” di M. Meniero, A. Ricco, A. Ghelardi, Nuovo Orione n. 166, gennaio 2006). Invece, a Hessdalen, in una piccola valle lunga 12 km nella parte centrale della Norvegia, questi globi di luce notturna li hanno in visti in tanti: non solo molti semplici curiosi, ma anche numerosi ricercatori, che si sono recati direttamente sul posto per studiare il fenomeno. In questa valle, da molti anni sono state raccolte segnalazioni di fenomeni luminosi nell’atmosfera, e da circa 12 anni si effettuano ricerche in modo continuativo, da parte di team internazionali di studiosi che si occupano di fenomeni simili, come i fulmini globulari e le luci sismiche (quelle connesse ai terremoti). Tags:CIELO E TERRA
Astronomia in LUCANIA
Michele Calia

Visitiamo una piccola regione con una grande Vocazione astronomica e con cieli particolarmente bui
La Lucania è una regione dalla bellezza selvaggia, ricca di boschi e paesaggi deliziosamente agresti; lo sfruttamento non intensivo delle risorse naturali ha preservato l’integrità dei cieli della regione, determinando un esiguo tasso di inquinamento luminoso. Accanto alla meravigliosa natura incontaminata, coesistono strutture di eccellenza nel campo dell’osservazione del cielo e della ricerca scientifica. Nel 1987, nel capoluogo, è stata fondata l’Associazione Lucana di Astronomia, che si propone di rendere fruibile la materia astronomica, organizzando conferenze e serate osservative in tutta la regione. La sede sociale è la Torre Guevara, a Potenza, un edificio storico adibito a osservatorio e planetario, in cui vengono organizzati cicli di lezioni e dibattiti sui grandi temi relativi agli astri. A Matera è attivo il Centro di Geodesia Spaziale, che collabora con l’agenzia Telespazio e numerose altre strutture di ricerca in tutto il mondo al fine di monitorare le attività geologiche e cinetiche del nostro pianeta. La tappa successiva è l’Osservatorio di Castelgrande, che in passato si è occupato del problema dei “rifiuti spaziali”, tenendo d’occhio i residui di sonde, satelliti e razzi che orbitano sulle nostre teste; oggi viene utilizzato come centro di addestramento per giovani astronomi e come centro per la divulgazione dell’astronomia al grande pubblico (nel marzo del 2001 vi si svolse uno Star Party organizzato da Nuovo Orione, Ndr) Tags:ITINERARI
L’autoguida SmartGuider LVI
Federico Manzini


Ho partecipato a una serata osservativa con alcuni buoni amici proprio in un “buco” di sereno che il cielo piovoso e nevoso di febbraio ci ha fatto vedere. Il cielo era molto limpido, anche se tipicamente da Pianura Padana, e abbiamo stimato una magnitudine anche superiore alla 6,1 allo zenit; chiaramente, all’orizzonte le luci di Milano facevano purtroppo da padrone… Il seeing non era eccezionale; infatti, il vento in alta quota produceva turbolenza sulle stelle, ma la notte era meravigliosa e invitava a godere di tutti i suoi tesori nascosti nel cielo. È stata quella l’occasione in cui ho potuto provare per la prima volta l’autoguida LVI alla cui progettazione ha partecipato l’ingegner Lazzarotti, molto noto per avere costruito degli ottimi telescopi dedicati per l’osservazione planetaria. Nella notte abbiamo ripreso immagini con uno strumento piazzato su una montatura EQ6 Pro e un rifrattore Ziel 100/600 in parallelo, usando appunto la camera LVI per guidare. Tags:PROVE STRUMENTI
Cannocchiale Ziel 20-60x90
Walter Ferreri


Spesso, l’appassionato che possiede un buon telescopio sente l’esigenza di un secondo strumento, soprattutto da portare con sé in escursioni o viaggi che renderebbero problematico o impossibile l’utilizzo del telescopio principale. Quando si pone questo problema, spesso la soluzione si trova nell’acquisto di un telescopietto compatto come sono i rifrattori da 80 mm a f/5 o f/6 oppure i Maksutov da 80 o 90 mm. Una valida alternativa a tale scelta è rappresentata dai cannocchiali terrestri dotati di un obiettivo di un buon diametro. Questo è in pieno il caso del cannocchiale 20-60x90 della Ziel, il noto importatore di strumenti ottici di Fossalta di Portogruaro. Infatti, benché sia nato come terrestre, il diametro obiettivo da 90 mm di questo strumento lo rende appetibile anche per l’osservatore del cielo. Inoltre, il peso di soli 1,5 kg non pone davvero problemi di trasporto. Tags:PROVE STRUMENTI







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