Nuovo Orione nr. 205

  Giugno 2009


In edicola dal 28 Maggio
KEPLER alla ricerca di nuove Terre
Cesare Guaita

Con il felice lancio di questa sonda, siamo vicini a scoprire la prima terra extrasolare e a capire quante terre abitabili esistono nella nostra galassia
Nel 1629, Giovanni Keplero (27 novembre 1571 - 30 novembre 1630) pubblicò l’Admonitio ad astronomos, un piccolo libro che annunciava il transito di Venere sul Sole di due anni dopo, il 6 dicembre 1631; fenomeno che sarebbe stato preceduto, nel mese di novembre, da un passaggio di Mercurio. Per fare questa previsione, il grande astronomo e matematico tedesco si servì delle sue famose Tavole Rudolfine, pubblicate nel 1627, che gli permettevano di fare previsioni sulla visibilità di certi rari fenomeni con un discreto livello di precisione. Keplero fu il primo astronomo a formulare la corretta previsione di un transito di Venere; ma, purtroppo, non riuscì ad assistervi direttamente: morì infatti esattamente un anno prima. Ciò non toglie che la previsione fosse corretta, permettendo così a Jeremiah Horrocks di essere il primo uomo a osservare Venere mentre transitava sul Sole. Anche se vide solamente le prime fasi del transito nel tardo pomeriggio del 6 dicembre 1631, un’ora prima del tramonto del Sole. Tags:ASTROFISICA
La Biblioteca delle Stelle
Piero Bianucci

I volumi che non devono mancare sullo scaffale dell’astrofilo
Per l’Anno Internazionale dell’Astronomia ho curato (e in parte scritto) sei libri densi di informazioni, che affrontano temi attuali: le grandi tappe della scienza del cielo, la colonizzazione della Luna, i pianeti giganti e i piccoli corpi del Sistema Solare, l’evoluzione delle stelle e dell’Universo, i giganteschi telescopi del futuro. Gli autori sono ben noti ai lettori di Nuovo Orione e di le Stelle: Piero Galeotti, Walter Ferreri, Mario Di Martino, Cesare Guaita, Piero Stroppa. Questi sei libri freschi di stampa vanno ad aggiungersi ad alcune decine di altri editi da Nuovo Orione, e tutti insieme occupano ormai un intero scaffale della mia libreria. Frequento la scienza del cielo da più di mezzo secolo, eppure mi capita spesso di consultarli. Per questo, non sono finiti in alto, dove serve la scala per ritrovare un volume, ma sono a portata di mano, di fianco al computer. Ho pensato che se la mia esperienza non è esclusiva - e non credo che lo sia - forse vale la pena di segnalare anche agli altri lettori i titoli più interessanti. Poco importa se sono usciti da qualche anno. La divulgazione scientifica ben fatta ha il pregio di durare nel tempo, un po’ come il vino buono. Tags:DOCUMENTI
“Abbandonati nello Spazio”
Giuseppe Palumbo

Proprio in coincidenza con i grandi successi delle missioni Apollo, nel 1969 usciva un film che proiettava una luce drammatica sulle imprese spaziali
Quaranta anni fa, nel 1969, l’anno del primo allunaggio, usciva nelle sale cinematografiche il film Abbandonati nello spazio (Marooned o anche Space Travellers, USA 1969) di John Sturges, con Richard Crenna, James Franciscus, Gene Hackman, David Janssen e Gregory Peck. Il genere della pellicola spaziava tra la fantascienza, l’avventura e il drammatico. Il film vinse l’Oscar per gli effetti speciali, dopo aver ottenuto anche altre due nomination: per la fotografia e per il sonoro. Una caratteristica particolare della pellicola è la mancanza di musica nel film. La navicella Ironman One, una capsula del progetto Apollo, viene lanciata nello spazio per raggiungere il “laboratorio orbitale” Saturno IV-B, dove attraccherà e rimarrà agganciata per una missione lunga circa sette mesi, in cui verranno studiati i comportamenti degli astronauti in vista delle prossime e future lunghe missioni spaziali. Questa missione è una prova di resistenza soprattutto umana, e gli astronauti saranno osservati in tutte le loro attività, comprese quelle extraveicolari. Tags:DOCUMENTI
SATURNO 2009 L’anno degli anelli “di taglio”
R. Lena, M. T. Bregante e S. Bolzoni

Come prepararsi alla prossima (difficile) apparizione del pianeta gigante apparentemente senza anelli
Una visione molto particolare del sistema degli anelli di Saturno si ha quando la Terra attraversa il piano degli anelli, che pertanto vengono a trovarsi “di taglio” nei confronti dell’osservatore. In tale situazione, si osserva allora un sottilissimo anello fino al giorno dell’attraversamento del piano equatoriale del pianeta. In queste particolari condizioni geometriche, anche il Sole si troverà assai prossimo al piano degli anelli e può quindi accadere che questi rivolgano verso l’osservatore, seppure sotto un angolo estremamente stretto, la faccia in ombra. La prossima apparizione di taglio si presenta quest’anno, ma purtroppo non sarà favorevole per le osservazioni. Gli anelli visibili dalle osservazioni telescopiche condotte da Terra vengono indicati con lettere maiuscole: i principali sono gli anelli A (il più esterno) B e C che presentano delle divisioni nette determinate dall’interazione gravitazionale con i satelliti del sistema di Saturno. Tags:OSSERVAZIONI
Le prime mappe della Luna
Rodolfo Calanca

L’importanza, non solo scientifica, delle prime descrizioni del disco lunare
La “selenografia”, ovvero la cartografia lunare, risale all’epoca dell’introduzione del cannocchiale nell’osservazione astronomica, nell’esatto momento in cui la risoluzione dei dettagli percepibili sulla superficie lunare passò repentinamente da un primo d’arco dell’osservazione a occhio nudo ai 10”-20” dei cannocchiali di Galileo nel 1609. Secondo una bella definizione dell’astronomo francese del Settecento, Jérôme Joseph de Lalande (1732-1807), la selenografia è “la descrizione del disco apparente della Luna, delle sue macchie, dei suoi punti luminosi, delle loro posizioni e delle loro forme”. Le mappe del primo periodo (1609- 1630 circa), tutte di piccole dimensioni, erano carenti di dettagli anche per la scadente qualità grafica e la bassa risoluzione dei cannocchiali. La prima raffigurazione conosciuta di una fase lunare vista al telescopio, che precede di qualche mese i disegni galileliani, fu eseguita dal geniale matematico e astronomo inglese Thomas Harriot (1560-1621); il quale, però, non pubblicò nessuno dei suoi importanti contributi in numerosi campi, dall’astronomia all’ottica, alla matematica (tra l’altro, trovò per primo la legge della rifrazione, precedendo Snell di alcuni anni). Le sue carte, ritrovate solamente nel XX secolo, comprendevano anche gli schizzi astronomici eseguiti al cannocchiale tra il 1609 e il 1613. Tags:DOCUMENTI
Planetario Star Theatre
Walter Ferreri


In questa rubrica, gli strumenti più esaminati sono i telescopi, e con ragione, dal momento che il telescopio è di gran lunga l’apparecchio più importante per lo studio dell’astronomia. Ma la scienza astronomica oggi si avvale di molti strumenti, alcuni dei quali a scopo didattico-divulgativo. Fra questi, primeggia il planetario, il “cinema” delle stelle. Escludendo i programmi per computer, che meritano un discorso a parte (vedi per esempio la prova pubblicata a pag. 64), quando si parla di “planetari”, si intendono quei dispositivi in grado di proiettare lo spettacolo della volta celeste in cupole che ospitano molte persone. Tuttavia, accanto a questi planetari, che potremmo definire “professionali”, ve ne sono altri, di piccole dimensioni, che sono in grado similmente di proiettare le immagini delle stelle, ma sono utilizzabili a livello personale e poco impegnativi sia sotto il profilo economico che su quello tecnico. Uno di questi planetari è lo Star Theatre, importato in Italia dalla Selegiochi di Casarile (MI). Tags:PROVE STRUMENTI
Sky Voyager 4.5
Federico Manzini


L’ultimo decennio ha visto un grandissimo aumento nel numero di software dedicati agli astrofili, uno sviluppo chiaramente benvenuto per chi utilizza questi prodotti. Carina Software produce Voyager da più di 20 anni, e la prova del tempo le ha dato ragione. Voyager è stato recentemente migliorato con il rilascio della versione 4.5, che - pur mantenendo tutte le caratteristiche che i suoi utenti hanno apprezzato - comprende molte nuove e utili caratteristiche, che saranno di interesse per i vecchi e i nuovi possessori. Il database di dati stellari di Voyager fornisce più di 2,5 milioni di stelle nella versione in CD e porta quel totale a più di 155 milioni di stelle, fino alla magnitudine 18, nella versione in DVD! A queste vanno aggiunte anche 1,6 milioni di galassie, 40 mila variabili e 104 mila stelle doppie, con un limite alla magnitudine 20 del profondo cielo. Voyager offre anche il controllo di avanzamento di molti telescopi commerciali: LX-400, LX-200 e i classici LX-200 GPS, ETX-90 e 125 (con Autostar), LXD 55 e 75, LX-90 (tutti della Meade) e i sistemi Magellan I e II; controlla anche la serie Ultima 2000 di Celestron, NexStar 5 e 5i, 8 e 8i, NexStar GPS, le montature equatoriali CGE e GTO, Losmandy Gemini e Astro-Physics GTO. Tags:PROVE STRUMENTI







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