Nuovo Orione nr. 217

  Giugno 2010


In edicola dal 27 Maggio
Telescopio Sky-Watcher 90/910
Walter Ferreri

Nel passato, fino alla fine degli Anni 60 - inizio Anni 70, i telescopi rifrattori per astrofili avevano i diametri obiettivi da 60, 76 e 102 mm, ovvero da 2,4”, 3” e 4” (pollici). Altre misure erano abbastanza insolite; quelle più grandi per i prezzi veramente astronomici e quella più piccole (da 50 e 40 mm, ovvero 2” e 1,6”) per le scarse prestazioni che potevano offrire. Negli Anni 70, i giapponesi iniziarono a produrre in grande serie un rifrattore da 80 mm, che fece registrare un buon successo di vendite, anche grazie al prezzo vantaggioso rispetto ai modelli da 76 mm. Come avevamo già avuto modo di scrivere parecchi anni fa, ed emulando la legge planetaria di Titius- Bode, secondo noi vi era una “lacuna”, mancava cioè un valore importante: quello di 90 mm (beninteso, ci riferiamo a una produzione in larga scala). Fortunatamente, questa lacuna venne colmata negli Anni 80, rendendo così accessibile uno strumento otticamente di poco inferiore ai 4”, ma decisamente meno ingombrante, pesante e costoso. Tra le varie ditte che hanno in catalogo un rifrattore da 90 mm, c’è anche la prolifica Sky-Watcher, che commercializza questi telescopi Made in China, la cui qualità in questi anni ha fatto registrare un netto miglioramento rispetto alle realizzazioni precedenti al 2000. Abbiamo per questo voluto verifi- care se questo strumento recente offra, oltre al prezzo contenuto, una qualità che non faccia rimpiangere i prodotti giapponesi analoghi degli Anni 80 e in particolare il celebre Vixen 90/1300.


Gli astrofili scoprono l’esplosione della nova U SCORPII
Mike Simonsen e Alan MacRobert

UN NUOVO GRANDE SUCCESSO DELL’ASTRONOMIA AMATORIALE FORNISCE UN CONTRIBUTO A RICERCHE ASTROFISICHE E COSMOLOGICHE DI PRIMARIA IMPORTANZA

Barbara G. Harris, una ginecologa in pensione di New Smyrna Beach (Florida, USA), era andata a letto tardi la notte del 27 gennaio 2010 e non aveva nessuna voglia di alzarsi il mattino seguente prima dell’alba. Ma il suo cane Arctis, sbraitando per uscire, era di un’altra idea. Così, riluttante, si alzò per portarlo fuori. Poi fece quello che aveva fatto in ogni altra mattina di cielo sereno in gennaio: si recò al suo osservatorio al terzo piano e mise in funzione il telescopio Schmidt-Cassegrain da 40 cm e la camera CCD del suo osservatorio, puntando lo strumento verso la stella U Scorpii, bassa nel cielo di sud-est. Quando nel suo computer apparve la prima immagine, vi era un’enorme stella sovraesposta che risplendeva al centro. Il primo pensiero di Barbara fu che doveva esserci qualcosa di sbagliato nell’apparecchiatura. Solo 24 ore prima aveva misurato una magnitudine visuale di 18,2. A questo punto, riprese rapidamente delle pose molto più brevi e fece un doppio controllo della posizione e - come ricorda lei stessa - “a quel punto iniziai a sentirmi piuttosto ansiosa”.


Come diventare un SUPER ASTROFILO
Robert Zimmerman

ANCHE CON UN EQUIPAGGIAMENTO RELATIVAMENTE MODESTO, GLI AMATORI POSSONO PARTECIPARE A RICERCHE SCIENTIFICHE ALL’AVANGUARDIA

Desiderate fare una vera scoperta astronomica, ovvero vedere nel cielo qualcosa che nessuno ha mai visto prima? Questa opportunità esiste per chiunque segua la strada giusta. Miglioramenti recenti sorprendenti nell’equipaggiamento e nel software, insieme a notevoli riduzioni nei costi, hanno reso possibile per gli astrofili realizzare ricerche di rilievo su una larga varietà di soggetti. Le ricerche degli astrofili non sono più confinate alla ricerca di comete e asteroidi o all’osservazione di stelle variabili. Gli astrofili ora sono coinvolti nella ricerca di esopianeti, nella ripresa di immagini ottiche di esplosioni gamma pochi minuti dopo il loro avvistamento e nell’identificazione di centinaia di nuove supernovae. Sebbene gli astrofili che fanno queste scoperte siano sotto diversi aspetti dei “super astrofili”, utilizzando la loro attrezzatura al limite della sua possibilità, sotto altri aspetti sono dei comuni appassionati di astronomia. Le loro tecniche e modalità di lavoro sono solo leggermente più sofisticate di quelle di molti altri astrofili. Di fatto, seguono delle procedure che chiunque può intraprendere per diventare anche lui un super astrofilo.


SOFIA: il telescopio volante
Gianfranco Benegiamo

PRESTO SARÀ OPERATIVO IL NUOVO OSSERVATORIO INFRAROSSO CHE PER CUPOLA HA LA FUSOLIERA DI UN AEROPLANO

Probabilmente, già nell’autunno di quest’anno, dopo alcuni voli di collaudo, il riflettore di diametro utile pari a 2,5 metri dello Stratospheric Observatory For Infrared Astronomy (SOFIA), sistemato a bordo di un Boeing 747 appositamente modifi- cato, inizierà a raccogliere i primi risultati scientifici, scrutando il cielo in un’ampia regione dell’infrarosso. Il singolare osservatorio affronterà missioni che lo porteranno per molte ore a quasi 14 km di quota, dove si sovrasta la maggior parte del vapore acqueo presente nell’atmosfera. In queste condizioni, senza molti degli ostacoli che limitano l’astronomia infrarossa dalla superfi cie terrestre, sono numerosi i campi d’indagine accessibili a SOFIA. Solo a titolo d’esempio, si possono rammentare, tra i maggiori successi del suo illustre predecessore, il Kuiper Airborne Observatory (KAO), la scoperta degli anelli di Urano e dell’atmosfera di Plutone.


CERERE in opposizione nel Sagittario
Walter Ferreri

L’OPPOSIZIONE DI QUEST’ANNO NON È MOLTO FAVOREVOLE PER L’OSSERVAZIONE, MA SI VERIFICA IN UN PERIODO DI TEMPERATURE NOTTURNE GRADEVOLI: È IL FENOMENO DEL MESE

Questo mese, due giorni e mezzo prima del solstizio estivo, il primo asteroide scoperto, Cerere, viene a trovarsi in opposizione al Sole. Il fenomeno ha luogo esattamente venerdì 18 giugno a 22 ore di Tempo Universale (ovvero sabato 19 a ore 0.00 di Tempo Legale Estivo). Diciamo subito che questa opposizione non è così favorevole come lo è stata quella dell’anno scorso (vedere in proposito il numero di febbraio 2009 di Nuovo Orione), rispetto alla quale, però, c’è il gradevole clima notturno, ben diverso da quello di febbraio, e il fatto che nel corso di questa apparizione Cerere transita nelle immediate vicinanze di M8, la celebre Nebulosa Laguna nel Sagittario. Le circostanze dell’opposizione Nella Tabella 1, sono date le coordinate del pianetino, con la sua magnitudine e l’elongazione dal Sole a cavallo del periodo dell’opposizione. L’altezza sull’orizzonte si manterrà ridotta, essendo (alla mezzanotte di ogni giorno), 14° all’inizio di giugno, 20° il 15 giugno e 22° il 30 giugno (dati calcolati per Roma). Cerere raggiungerà al massimo la magnitudine +7,0, un valore situato oltre le possibilità dell’occhio umano. Ma, in realtà, le cose non stanno proprio esattamente così, in quanto una vista molto acuta, sotto cieli cristallini, può arrivare a discernere astri con questa luminosità. Ricordo, per esempio, che durante una mia missione osservativa a La Silla, nelle Ande cilene, riuscivo - pur con una vista affetta da astigmatismo - a scorgere stelle di magnitudine 6,5, mentre alcuni astrofili dalla vista migliore della mia arrivavano a scorgere stelle di 7a grandezza.


Come creare le SEQUENZE ANIMATE
Lorenzo Comolli e Alessandro Gambaro

VEDIAMO QUALI SONO I PASSI NECESSARI PER TRASFORMARE AL COMPUTER UNA SERIE DI IMMAGINI ASTRONOMICHE IN UN FILMATO CHE MOSTRI I MOVIMENTI DEL CIELO

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare: questo proverbio potrebbe ben esemplificare il lavoro dell’astrofotografo, che sulla carta fa un lavoro semplice, ovvero fotografa il cielo con una semplice DSLR, usando un tempo di posa un po’ più lungo di quelli usati nella fotografia diurna. Tutti gli astrofotografi sanno bene, però, che quando hanno iniziato a realizzare in proprio le prime riprese, i risultati erano ben lontani dalle aspettative. Servono mesi e anni di tentativi, per riuscire ad apprendere tutte le tecniche utili per realizzare immagini perfette. Anche nel campo delle riprese di sequenze animate, può valere la stessa morale. Nel numero 182 (luglio 2007) di Nuovo Orione, sono state fornite le basi per questo genere di riprese (“Realizzare sequenze animate con le fotocamere digitali”); ora esamineremo i dettagli pratici per passare dalla serie di immagini a un filmato vero e proprio. Vedremo, quindi, una descrizione dei passi da eseguire al computer per ottenere da questi frame un filmato AVI. Assumeremo allora di essere in possesso di una serie di file JPG, ripresi in sequenza con una DSLR, posta su un cavalletto e impostata per scattare in continuazione pose da 10-60 s. Dopo aver copiato tali immagini dalla memoria della fotocamera al PC, si dovrà comporre il filmato.


Gli altri mondi degli ARTISTI SPAZIALI
Michael Carroll

DISEGNATORI CHE SI OCCUPANO DI “ARTE SPAZIALE” CI AIUTANO A IMMAGINARE L’ASPETTO DEI PIANETI E DELLE LUNE CHE GLI SCIENZIATI HANNO APPENA INTRAVISTO

Una folata di vento diffonde la sabbia lungo l’orlo di un antico cratere. In lontananza, un turbine di polvere si solleva in un cielo rosato. I rover robotizzati su Marte non sono là a testimoniare l’evento, poiché il Pianeta Rosso è distante un centinaio di milioni di chilometri. Questa scena, infatti, si presenta nella Valle della Morte, in California, davanti agli occhi di un gruppo di artisti di arte spaziale. Nella nostra era di sonde robotizzate e osservatori orbitanti, siamo costantemente bombardati da favolose immagini provenienti dai mondi alieni del nostro Sistema Solare. I panorami un tempo immaginati di molti pianeti e satelliti ora sono tranquillamente archiviati nei dischi dei nostri PC. Con tutte queste visioni digitali, c’è ancora spazio per l’arte spaziale? La risposta è sì. Gli artisti dell’arte spaziale possono mostrarci immagini non rivelate da sonde o telescopi, e ci possono mostrare - su una scala umana - ciò che è solo intravisto da queste sonde spaziali a distanze di centinaia di migliaia di chilometri. Inoltre, gli artisti riescono a tradurre in immagini anche i risultati di rilievi non visuali (immagini radar, misure della magnetosfera e di campi gravitazionali) in una forma accessibile e facilmente comprensibile da tutti.









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