Nuovo Orione nr. 227

  Aprile 2011


In edicola dal 31 Marzo
Binocolo ST 25x100 LE Astro
Walter Ferreri

Chi ha iniziato da poco a interessarsi di astronomia e solo ora si affaccia al mercato degli strumenti difficilmente si rende conto di come siano migliorate le cose per chi si occupa dell’osservazione del cielo. Negli Anni 70 del secolo scorso, l’acquisto di un binocolo con obiettivi da 100 mm, come quello oggetto di questa prova, richiedeva una spesa equivalente a qualche mese di uno stipendio medio o al costo di un riflettore da 20 cm (anch’esso allora molto caro). Oggi, come si rileva dal prezzo indicato, le cose sono enormemente migliorate. E - badate bene - non necessariamente a scapito della qualità!


Correttore di coma Sky-Watcher TS Autoinseguitore SynGuider
Federico Manzini

Ci volevano proprio questi accessori per migliorare la qualità finale delle osservazioni fotografiche (ma anche visuali) degli strumenti Sky-Watcher. In realtà, tutta questa strumentazione può essere facilmente adattata anche a telescopi di altre marche e perfino a quelli autocostruiti per una migliore resa e per migliori performance globali.
Il correttore di coma Sky-Watcher è un accessorio dal prezzo veramente basso e adattabile a ogni newtoniano. Sono stato veramente sorpreso dalle prestazioni del correttore; ho addirittura eseguito un test comparativo con uno strumento analogo di altra marca: questo di Sky-Watcher ne è uscito come il migliore, quello che forniva le migliori stelle a bordo campo.


L’opposizione di Saturno del 4 aprile
Walter Ferreri

Finalmente, il celebre pianeta degli anelli inizia a ripresentarsi con il sistema anulare sensibilmente inclinato verso la Terra: è il “fenomeno del mese”

L’opposizione di Saturno di quest’anno segna il ritorno della visibilità degli anelli, che - finalmente - dopo il passaggio della Terra attraverso il loro piano nel 2009, iniziano a mostrarsi un po’ aperti per l’osservatore terrestre e tali da suscitare sorpresa e ammirazione in chi vede il pianeta per la prima volta attraverso un buon strumento. Tradotto in cifre, “un po’ vuol dire un’estensione di 7”, ovvero con un’inclinazione compresa tra i 10° e gli 11°. Per i moti combinati dei due pianeti (soprattutto per quello della Terra), questo valore non rimane costante, ma diminuisce leggermente dopo l’opposizione, mentre prima era appena maggiore.


Gagarin e lo Shuttle: due grandi anniversari spaziali
Antonio Lo Campo

Questo mese celebriamo i cinquanta anni del primo volo umano nello spazio e i trent’anni del primo volo della navetta americana

“Oggi, 12 aprile 1961, è stato lanciato il primo uomo nello spazio, con la nave spaziale sovietica Vostok 1. Il pilota è un cittadino dell’URSS, il maggiore Jurij Alexejevich Gagarin”. La voce, che giunse nelle piazze di Mosca ai cittadini russi attraverso gli altoparlanti, era quella di un altro Jurij, di cognome Levitan, che dava così il grande annuncio alla nazione tramite gli altoparlanti. E, di conseguenza, al mondo intero. Si era dunque aperta una nuova era e si era realizzato un antico sogno: l’uomo in volo nello spazio. E il primo cosmonauta della storia era un russo, a conferma dei passi da gigante che il programma spaziale sovietico aveva compiuto, guadagnando numerosi primati: il primo satellite (lo Sputnik 1), il primo essere vivente in orbita (la cagnetta Laika), le prime immagini della faccia nascosta della Luna (Lunik 3). Esattamente vent’anni dopo la storica impresa di Gagarin, il 12 aprile 1981 iniziava un’altra nuova era, ma da parte del concorrente americano. Da Cape Canaveral, in Florida, partiva la prima navetta spaziale della storia (Space Shuttle, letteralmente, la “spola spaziale”), un veicolo destinato a rivoluzionare i sistemi di trasporto spaziale. Un evento seguito in tutto il mondo come non avveniva dai tempi dei primi voli Apollo.


A colloquio con Ivan Mariotti: dai sogni alla realtà
Cristiano Tuffanelli

Si racconta il giovane imprenditore che realizza prodotti apprezzati in tutto il mondo con il marchio 10 Micron, sinonimo di precisione.

Saper trasformare la passione in sogno, e il sogno in realtà, è un’impresa tutt’altro che facile. Ma se si nasce sotto una buona stella, soprattutto se si è astrofili, la realtà diviene anche successo. Questo è quanto è accaduto a Ivan Mariotti, responsabile tecnico e progettista di 10 Micron. Nato a Saronno nel 1969, a soli otto anni imitava il padre al tecnigrafo, disegnando le macchine che lo stesso padre realizzava in azienda. Negli anni successivi, prendeva dimestichezza con le macchine utensili e con la meccanica in generale, fino a quando la sua attenzione è stata rapita da un piccolo telescopio regalatogli dal padre … Da allora, è stata un’escalation di successi, e noi lo abbiamo incontrato per farci raccontare questa storia entusiasmante.


Scoperte amatoriali nel Profondo Cielo
Mike Simmons e Dave Jurasevich

La scoperta di una nuova nebulosa planetaria da parte di un astrofilo dimostra che nel cielo vi sono ancora molte meraviglie nascoste, ma alla portata di tutti

“Hai scoperto qualcosa di nuovo nel cielo?” Tutti noi ci siamo sentiti rivolgere questa domanda quando la gente viene a sapere che siamo degli appassionati di astronomia. In effetti, le scoperte vere e proprie sono rare, ma ci sono. Questi nuovi oggetti sono normalmente qualcosa di realmente “nuovo”, cioè che non esisteva prima; per esempio, una cometa che passa per la prima volta nel Sistema Solare interno dall’Età della Pietra, oppure una stella “nova” che esplode all’improvviso. Ma come stanno le cose per gli oggetti del profondo cielo, da quando Galileo puntò il suo telescopio verso il cielo 400 anni fa? Il cielo è molto vasto, e non tutti i gioielli che contiene sono stati osservati. La volta celeste non è stata ancora completamente esplorata, come ha recentemente scoperto un astrofotografo californiano. È probabile che, con l’adozione di nuove tecnologie, altri appassionati facciano scoperte simili, facendo emergere il problema di come comunicare tali scoperte nell’era di Internet.


Stardust: il sorvolo della cometa bombardata
Cesare Guaita

La Tempel-1 è stata la prima cometa a essere esplorata due volte da una sonda spaziale, a distanza di molti anni

Nel 1994 la NASA lanciò il programma Discovery, costituito da dieci missioni spaziali da realizzarsi in tempi brevi (massimo 3 anni) e a costi contenuti (massimo 300 milioni di dollari). Le comete hanno ricevuto dal programma Discovery un trattamento davvero particolare. A parte lo sfortunato caso di Discovery 6 - Contour (COmet Nucleus TOUR), che fallì in sede di lancio verso la cometa di Encke, due missioni hanno contribuito a cambiare, e di molto, le idee che ci eravamo fatto su questi corpi celesti: Stardust (Discovery 4) e Deep Impact (Discovery 8). Il primo bombardamento di una cometa Stardust (Discovery 4) fu lanciata il 7 febbraio 1999: passò a 235 km di distanza dalla cometa Wild-2 (2 gennaio 2004) e riuscì nell’ impresa di riportarne a terra migliaia di frammenti il 15 gennaio 2006. Deep Impact (Discovery 8) fu lanciata il 12 gennaio 2005 e sparò il 4 luglio dello stesso anno un proiettile contro il nucleo della cometa Tempel-1, perforandone la scura crosta superficiale.









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