Nuovo Orione nr. 232

  Settembre 2011


In edicola dal 25 Agosto
Montatura altazimutale Tecnosky T-Sky
Walter Ferreri

Una nuova montatura altazimutale Made in China è ora disponibile sul mercato italiano per strumenti di taglia piccola-media; anzi, più media che piccola, dal momento che - secondo la Tecnosky - può sostenere ottiche fino a 12-13 kg. Si tratta della Tecnosky T-Sky (altazimutale), concepita per essere il più universale possibile. Il tutto è contenuto in un imballo di cartone (19x33x38 cm), pesante complessivamente 6,5 kg. All’apertura, si vede innanzi tutto del materiale espanso per una protezione ottimale dagli urti. Aperta questa specie di secondo imballo, troviamo il supporto di colore bianco-latte, a forma di T. Attacchi per due strumenti La prima impressione è stata quella di trovarci di fronte a una realizzazione tedesca degli Anni 60 del secolo scorso, per il tipo di verniciatura e di lavorazione. Questo è un aspetto che sicuramente riscuoterà simpatia da parte degli appassionati di meccanica. I due assi, quello azimutale e quello in altezza, hanno un diametro minimo di 6 e 6,5 cm e uno massimo di 8 cm. In entrambi, è presente una doppia manopola per i movimenti micrometrici, con possibilità di rotazione ininterrotta per 360° anche in altezza.


Rifrattore Officina Stellare Hiper APO 130
Federico Manzini

Officina Stellare è un nome che fa sognare molti di noi; in inglese il nome di questa azienda è stato tradotto come Workshop of the Stars e, navigando in Internet, ne ho trovato traccia addirittura in Australia! L’azienda (www.officinastellare.com) è nata dalle esperienze di anni di lavoro di A&M e di Astrotech Engineering per produrre il “capolavoro” del telescopio, per catturare l’attenzione di chi lavora in astronomia ad alti livelli e cerca prestazioni ottiche e meccaniche degne. I prodotti di Officina Stellare sono indirizzati, per indicazione della stessa casa madre, a chi è “astrofotografo professionista”. Il logo di questa azienda ha le sue origini nell’astronomia osservativa: la stella nel marchio è una evoluzione grafica di una stella delle Pleiadi originariamente disegnata da Galileo nel Sidereus Nuncius (1610). Come non fare i complimenti al responsabile del marketing per avere pensato a un logo e a un nome dell’azienda così accattivanti?


Quando le stelle spariscono...
Lorenzo Comolli e Simone Bolzoni

Un’occultazione dell’asteroide Vibilia ha permesso di misurare la forma di questo oggetto: un’attività alla portata di tutti

In una notte serena, con un buon telescopio, si possono osservare milioni di stelle. In realtà, non tutti i puntini luminosi che possiamo vedere sono stelle; molti sono piccoli corpi rocciosi in orbita attorno al Sole, gli asteroidi. A differenza delle stelle, che su tempi brevi restano fisse, gli asteroidi si spostano continuamente nel cielo. Avendo dimensioni tipiche di decine o centinaia di chilometri, gli asteroidi presentano dimensioni apparenti generalmente maggiori rispetto alle lontanissime stelle, di cui non si individua il disco nemmeno con i telescopi più potenti. Nel suo incessante girovagare nella volta celeste, può capitare che un pianetino transiti davanti a una stella: si ha allora una tipica “occultazione asteroidale”. Le occultazioni asteroidali Si potrebbe pensare che le occultazioni asteroidali siano un fenomeno raro, ma il grande numero di stelle e di asteroidi le rende
piuttosto frequenti: ogni giorno si possono osservare dalla Terra da 5 a 10 occultazioni. Però, gli asteroidi sono piccoli, e quando si frappongono tra noi e una stella, la loro “ombra” copre soltanto una porzione modesta di territorio. Questa porzione, grazie alla rotazione terrestre, nel giro di qualche decina di minuti diventa una lunga striscia, come avviene con le eclissi di Sole.


Ignazio Porro, il genio degli strumenti
Marco Bensi

Un personaggio poco conosciuto, cui l’astronomia deve molto, non solo per il suo famoso prisma

Ignazio Paolo Pietro Porro nacque a Pinerolo (TO) il 25 novembre 1801, quarto di nove fratelli, in una famiglia della nobiltà piemontese. Suo padre era un tenente del Genio Militare, che - come era consuetudine allora - indirizzò il piccolo Ignazio a soli 13 anni verso la carriera militare. La carriera militare Per la grande intelligenza nelle scienze e il calcolo matematico, nonché per le doti di ingegno, Ignazio fu fatto sottotenente del Genio a soli 17 anni. Nonostante la formazione caratteriale ricevuta dal padre e dalla carriera militare, Porro mostrava una mente aperta alle innovazioni tecniche, scientifiche e anche politiche. Insomma, di militare aveva solo il rigore verso se stesso, che poi chiedeva anche ai suoi studenti e collaboratori. Nel 1833 si sposò con una donna di origini spagnole, Casualda Di Somma, che gli diede cinque figlie femmine. La vita militare gli diede discreti riconoscimenti e anche modo di lavorare ai suoi progetti e formule di celerimensura: a soli 22 anni trovò la soluzione al problema del cannocchiale distanziometrico ad angolo parallattico costante, al quale da decenni stava lavorando l’inglese Green, ma con molte imprecisioni. Da questi studi, si giungerà a costruire il primo teleobiettivo “zoom”, che oggi è presente in qualsiasi telecamera o fotocamera. Nel 1823 trovò la formula distanziometrica che permise la creazione di cannocchiali (con reticolo) che permettessero di leggere a grande distanza una “stadia graduata” per mezzo di un oculare di suo progetto, denominato Argo.


Il miraggio di Mercurio
William Sheehan, John Boudreau e Alessandro Manara

Una delle più famose scoperte telescopiche di Schiaparelli, rivista alla luce delle moderne immagini CCD

Si può dire che Giovanni Virginio Schiaparelli sia stato il più abile osservatore visuale dei pianeti del XIX secolo. Nato a Savigliano nel 1935, si formò sotto Johann Encke all’Osservatorio di Berlino e sotto Friedrich Georg Wilhelm von Struve all’Osservatorio di Pulkovo in Russia. Ma nel 1860 Schiaparelli tornò in Italia e trascorse i rimanenti 40 anni di carriera presso l’Osservatorio di Brera a Milano. I lavori di Schiaparelli Sebbene il suo lavoro più importante sia stato la dimostrazione del collegamento tra gli sciami meteorici e le orbite delle comete periodiche, Schiaparelli è ricordato soprattutto per i suoi studi su Marte, che iniziarono durante la grande opposizione del 1877. Usando un rifrattore Merz da 22 cm, montato all’interno di una cupola sui tetti di Brera, Schiaparelli disegnò una nuova mappa nella quale introdusse il sistema di nomenclatura che è la base di quello usato ancora oggi. L’astronomo rappresentò anche dei solchi che chiamò “canali” (tradotti con canals in inglese), che avrebbero scatenato discussioni a non finire sulla possibilità di vita intelligente sul Pianeta Rosso. Schiaparelli dedicò anche molto tempo all’osservazione di Mercurio. I suoi meticolosi registri di osservazione sono accuratamente conservati all’Osservatorio di Brera.


L’Osservatorio Astronomico di Ponte in Valtellina
Luca Invernizzi

Sta per compiere due anni la struttura astronomica pubblica più alta della Lombardia, realizzata nella località che diede i natali a Giuseppe Piazzi

Quando nasce un’idea? Le idee nascono nella testa di una sola persona o si sviluppano fin dai primi istanti attraverso gli sguardi e l’empatia fra gli individui? Nel caso di un Osservatorio astronomico sociale o pubblico, le cose come accadono?
Tutto inizia da... Se di inizio si deve parlare, è doveroso partire dalla costituzione, nell’aprile del 1996, dell’Associazione Astrofili Valtellinesi (AAV), per volontà di quattro appassionati astronomi non professionisti residenti a Sondrio e dintorni. Così, Francesco Paroli, Giuseppe Spedicato, un appena diciottenne Lorenzo Santini, unitamente all’estensore di questo servizio, prima dell’autunno del 1996 trovarono una sede, per gli incontri settimanali e le prime conferenze, presso l’Auditorium della Biblioteca di Ponte in Valtellina (SO). La scelta di questo Comune non fu casuale: la favorirono la ridotta vicinanza dal capoluogo valtellinese e l’elevato livello di attenzione che l’amministrazione comunale riservava alla cultura. Infine, il sindaco di allora, Luigi Tempra, di professione insegnante, aveva in simpatia questo neonato sodalizio, unico in provincia di Sondrio, le cui finalità erano fra le altre quelle di sviluppare e veicolare l’astronomia anche fra le scuole e la cittadinanza.


Cerere in opposizione
Walter Ferreri

Questo mese si presentano le migliori condizioni osservative del pianeta nano scoperto in Italia

Il giorno 16 settembre, l’unico “pianeta nano” della Fascia Principale degli asteroidi e anche l’unico astro di questa categoria scoperto in Italia viene a trovarsi in opposizione al Sole, a una distanza di 298 milioni di km dalla Terra. Poiché il periodo orbitale di Cerere è di 4,6 anni, quello sinodico risulta di 15 mesi; ovvero questo è l’intervallo di tempo che trascorre tra una sua opposizione e la seguente. Cerere, con i suoi circa 950 km di diametro, è il maggiore degli asteroidi che orbitano tra Marte e Giove, pur non essendo il più luminoso, poiché è superato da Vesta. Una conferma delle “previsioni” di Titius-Bode La scoperta di Cerere (1 Ceres la denominazione ufficiale), avvenuta nel Capodanno del 1801 da parte di Giuseppe Piazzi, fu accolta con grande soddisfazione nell’ambiente astronomico. Infatti, una progressione numerica messa a punto alcuni decenni prima indicava che avrebbe dovuto esserci un altro pianeta tra Marte e Giove, esattamente a 2,8 Unità Astronomiche dal Sole (UA, la distanza media Terra-Sole, pari a 149,5 milioni di km).









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