Nuovo Orione nr. 238

  Marzo 2012


In edicola dal 23 Febbraio
UnitronItalia Instruments Srl: un’espressione dell’astronomia italiana
Giovanni Quarra e Andrea Camomilla hanno reinventato a Roma il modo di lavorare nel settore: vediamo come

Le società sono fatte di persone, e sono loro che costituiscono i pilastri di una azienda. Il meccanismo perfetto tra domanda e offerta si racchiude in quello che molti di noi chiamano – anzi chiamavano – negozio. La UnitronItalia Instruments nel 2010 ha reinventato il modo di lavorare in questo settore dell’astronomia amatoriale e lo ha fatto usufruendo del bagaglio acquisito dai due soci, che - unendosi – hanno puntato su tre strategie: servizio, semplificazione e professionalità. Da queste, sono derivate tre aree di lavoro specifiche: e-commerce, Show-Room per vendita al dettaglio e una rete di rivenditori specializzati italiani ed esteri per i marchi di cui UnitronItalia è esclusivista. L’obiettivo è unico per tutte le aree di competenza: la completa soddisfazione dei clienti.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una continua evoluzione del mercato, e le informazioni arrivano oggi ai clienti in molti modi. La percezione che oggi si sappia tutto su un prodotto prima ancora di considerarlo fa parte della normalità. Il cliente può considerare un prodotto anche senza la necessità di vederlo, ed è per questo motivo che molto spesso sorgono dei dubbi o delle perplessità su ciò che si sceglie. Si è confusi, dubbiosi e a volte, per i commenti di qualcuno, dei prodotti validi rischiano di non essere compresi e di essere scartati a priori, addirittura senza averli mai visionati o provati adeguatamente.

Rifrattore TEC APO 110FL Eclipse
Federico Manzini

La Telescope Engineering Company (TEC) è presente sul mercato dal 1994 come distributrice di ottiche e materiali ottici. Già dall’inizio, i principali prodotti trattati da questa azienda erano i vetri Sitall LZOS (Lytkarino Optical Glass Factory, www.lzos.ru) a espansione zero e grandi specchi e sistemi ottici della LOMO, la ditta che ha costruito il grande telescopio russo da 6 metri. Il successo dei suoi prodotti fu tale che ebbe modo di installare almeno otto sistemi da 1 metro di diametro negli USA, sette di questi a Monte Wilson per un progetto di interferometria ottica di ricerca di pianeti delle stelle vicine. Altri grandi telescopi (anche un Cassegrain da 1,4 metri) sono stati commissionati alla TEC nel mondo intero. Dalla fine degli Anni 90, la TEC è divenuta anche produttrice di una serie di ottimi strumenti rifrattori e riflettori a Golden, in Colorado (USA), e dall’inizio di questo secolo anche di un’interessantissima serie di telescopi apocromatici, che vedono aperture dai 110 mm ai 200 mm! Il sito della TEC (www.telescopengineering.com) è piuttosto spartano, ma offre interessanti spunti a chi volesse saperne di più della produzione di questa azienda americana.


Telescopio Sky-Watcher 120/1000 Black Diamond
Walter Ferreri

Quasi tre lustri fa, fece molta sensazione in Italia l’arrivo di un rifrattore dalla Cina da 12 cm di diametro a un prezzo estremamente concorrenziale. Fino ad allora, i rifrattori oltre i 10 cm erano solo di costruzione occidentale o giapponese e a prezzi alti in entrambi i casi. Anche qualche ditta italiana, più che altro artigianale, produceva ottiche di questo diametro, anche qui a prezzi sostenuti. Quindi, la novità cinese fu accolta molto piacevolmente, anche considerando che la focale di un metro rendeva lo strumento ancora abbastanza compatto e quindi trasportabile senza grossi problemi. Naturalmente, essendo un acromatico, c’era da aspettarsi che la dispersione residua (spettro secondario) rimanesse sensibile, in quanto la focale era ben inferiore a quella indicata dalla “regola del quadrato” (la focale deve essere non inferiore al diametro dell’obiettivo, espresso in cm, elevato al quadrato. Per un 12 cm si ha: 122 = 144 cm). Quando provammo il primo di questi strumenti, emerse una costruzione abbastanza accurata, ma con alcune approssimazioni che caratterizzavano gli strumenti cinesi prima del 2000. Come previsto, l’aberrazione cromatica residua si dimostrò sensibile, per l’impiego di tipi di vetro classici (il crown, composto da silice, calcio e sodio, e il fl int composto da silice, potassio e ossido di piombo). Poco tempo dopo, avemmo la possibilità di esaminarne altri. Risultò che la qualità era abbastanza incostante: mentre un esemplare era abbastanza buono, un altro magari gli era decisamente inferiore. Ma, con il trascorrere degli anni, la produzione cinese ha migliorato la propria qualità, pur mantenendo prezzi oltremodo concorrenziali.


Osserviamo i satelliti geostazionari
Randy Rhea

Per seguire questi satelliti che orbitano intorno alla Terra, non occorre un telescopio con il motore

In una fredda notte di ottobre, stavo osservando nel nord del New Mexico l’ammasso dell’Anatra Selvaggia (M11) con un telescopio Ritchey-Chrétien da 60 cm, quando notai un satellite di 10a magnitudine che si stava muovendo al bordo del campo. I satelliti rappresentano una visione normale di prima sera in un grande telescopio, ma questo sembrava muoversi molto più lentamente della maggior parte degli altri. Per sfizio, decisi di seguirlo. Afferrai la pulsantiera di controllo del telescopio e - dopo aver centrato il satellite nel campo dell’oculare - iniziai a seguirlo tra le stelle. Inseguirlo era più facile di quanto mi aspettassi e dopo un po’ notai che stavo premendo solo il pulsante che fa spostare il telescopio verso est. Mi sembrava strano. Perché solo verso est? Perché questo satellite si spostava così lentamente? Mi resi conto che l’unica operazione necessaria per seguirlo consisteva nel bloccare il movimento verso ovest del motore del telescopio. Allora, per prova, spensi il motore: il satellite rimase fisso nell’oculare. Stavo “seguendo” un satellite geostazionario! Quella sera, mentre le stelle sfilavano lentamente dietro al satellite, rimasi affascinato dall’osservazione di questo oggetto così distante. È relativamente facile e rilassante osservare un satellite geostazionario ed è possibile farlo con quasi tutti i telescopi. Ed è un’alternativa piacevole all’osservazione di oggetti del cielo profondo, quando le condizioni per questi ultimi non sono ideali.


Lo Spazio atterra a Varese con Esplorando
Giuseppe Palumbo

Presso la storica Villa Recalcati, viene inaugurata il 31 marzo una grande Mostra di Astronautica, curata dalla FOAM13 di Tradate

Mentre qualcuno attende la fine del mondo e altri continuano l’esplorazione dell’Universo, a Varese la Mostra di Astronautica Esplorando cerca di fissare alcuni punti fondamentali della storia dell’uomo che si avventura nell’ultima “terra di frontiera”, lo spazio. E lo fa portando a Varese un pezzo di Luna, un pezzo di quella stessa Luna che Galileo osservò con il suo cannocchiale; un pezzo della medesima Luna raccolto in una delle occasioni in cui l’uomo l’ha raggiunta a partire dal 1969. Questa Mostra, ideata e curata dalla FOAM13 di Tradate, avviene in occasione del 40° anniversario della missione Apollo 16 (16-27 aprile 1972), quinta missione umana sulla Luna. È un’occasione imperdibile per la sia importanza storica e culturale, ma soprattutto per la grande valenza didattica ed educativa; inoltre, dimostrerà che per conseguire grandi successi e raggiungere prestigiosi traguardi occorre lavorare in gruppo, magari con un pizzico di follia che non guasta mai...


Astronomianews, una miniera di servizi per l’astrofilo
Navighiamo insieme nel sito delle riviste Nuovo Orione e le Stelle, alla scoperta di tutte le sue risorse

Ogni giorno, migliaia di navigatori si collegano al sito internet www.astronomianews.it per informarsi sulle novità in campo astronomico e strumentale e per tanti altri scopi. Su tutti i numeri di Nuovo Orione e di le Stelle, ricordiamo ogni mese - in appositi box distribuiti opportunamente nelle pagine delle riviste - di riferirsi al sito Astronomianews per approfondimenti, aggiornamenti, acquisti, contatti. Nonostante questo, “forse non tutti sanno che..” il sito è una vera e propria miniera di risorse, che possono risolvere facilmente e velocemente molti problemi. Sì, proprio quei problemi che magari ci vengono richiesti quotidianamente nelle lettere che giungono in redazione, nelle telefonate, nelle e-mail. Allora, vediamo insieme tutte queste risorse, analizzando la homepage del sito e le voci del suo ricco menu.


Glauco de Mottoni y Palacios, una vita dedicata a Marte
Walter Ferreri

Il ritratto di uno dei maggiori astrofili italiani di sempre; un vero e proprio astronomo professionista camuffato da dilettante

La differenza tra astronomo dilettante e astronomo professionista consiste nel fatto che il primo si occupa di astronomia per piacere, come hobby, durante il suo tempo libero, mentre il secondo come professione, come lavoro. Va da sé che quasi sempre l’astronomo dilettante o l’astrofilo ha una preparazione astronomica decisamente inferiore a quella dell’astronomo, soprattutto sotto l’aspetto fisico-matematico. Non a caso, abbiamo scritto l’avverbio “quasi” in corsivo, perché, anche se non numerosi, vi sono stati e vi sono degli astronomi dilettanti la cui preparazione non è per nulla inferiore a quella che può vantare un professionista. Tra questi, spicca la figura di Glauco de Mottoni, che considero il maggiore astronomo non professionista italiano del 20° secolo. Purtroppo, non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ma solo per via epistolare e, naturalmente, di apprezzare la sua vasta produzione scientifica.


“Cile: il paradiso dell’astronomia”
È in libreria il volume dedicato da Lucia e Cesare Guaita al più vasto comprensorio mondiale di Osservatori astronomici

Da quando l’uomo osserva il cielo, ha sempre cercato i luoghi più isolati e bui per contemplare le stelle. Dopo l’invenzione del telescopio, questa esigenza è diventata sempre più pressante, con l’aumentare della potenza degli strumenti ottici. Ogni Paese ha cercato all’interno del suo territorio i siti più adatti per la realizzazione degli Osservatori astronomici, che fossero quindi in grado di sfruttare pienamente le potenzialità dei grandi telescopi. Le alte montagne, che si elevano dall’umidità delle pianure, e i luoghi desertici, lontani dalle città piene di luci artificiali e dotati della maggiore frequenza di notti serene, sono stati quindi i siti più ricercati per osservare e studiare il cielo.


Marte in opposizione
Walter Ferreri

Dopo oltre due anni, il Pianeta Rosso si ripresenta in opposizione: le dimensioni sono modeste, ma è comunque il fenomeno del mese

Quale mese è più azzeccato di marzo, per un’opposizione di Marte? Il nome di questo mese richiama quello del dio della guerra, Marte, perché all’inizio della primavera, nell’antichità, si riprendevano le guerre, dopo la pausa invernale. Oggi, più pacificamente, possiamo dedicarci all’osservazione del Pianeta Rosso, uno dei soggetti preferiti dagli osservatori planetari. Marte torna a essere osservabile con profitto, dopo l’opposizione del gennaio 2010. Ma, purtroppo, questa non è un’opposizione favorevole: tutt’altro! Tra l’ultima opposizione perielica e la prossima, questa appare come la più sfavorevole, essendo quella afelica per eccellenza, con un diametro angolare massimo che non arriva ai 14”. In effetti, l’opposizione si verifica solo un paio di settimane dopo l’istante in cui Marte transita al suo afelio dal Sole (15 febbraio), mentre il solstizio estivo per l’emisfero boreale di Marte si ha il 30 marzo.









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