Sky News a cura di Tiziano Magni

  • 04/05/2016 - Il transito di Mercurio sul Sole del 9 maggio 2016

    Il transito di Mercurio sul Sole del 9 maggio 2016

    Il transito di Mercurio sul Sole del 9 maggio 2016

    Nelle ore pomeridiane del 9 maggio è possibile assistere al transito di Mercurio sul disco solare. Il transito inizia poco dopo le 13h12m di ora estiva con il primo contatto tra il disco del pianeta e quello del Sole, mentre l’intero fenomeno termina alle 20h40m con l’ultimo contatto esterno, dopo una “traversata” di  ben 7 ore e 30 minuti. Dall’Italia è possibile seguire buona parte del fenomeno, con la sola esclusione delle fasi finali che si verificheranno con il Sole già sotto l’orizzonte per gran parte del Paese.

    Il transito sul disco solare di un pianeta è un tipo molto particolare di eclissi nel quale non è la Luna ad interporsi tra la Terra e il Sole, bensì uno dei due pianeti più interni del sistema solare: Mercurio o Venere. Se le loro orbite attorno al Sole fossero nello stesso piano dell’orbita terrestre potremmo assistere a un transito a ogni congiunzione inferiore, quando cioè i due pianeti vengono a trovarsi tra la Terra e il Sole. In realtà le orbite di Mercurio e Venere sono inclinate di alcuni gradi rispetto all’orbita terrestre e nel loro movimento apparente sulla volta celeste oltrepassano il Sole passando a nord o a sud di quest’ultimo. È dunque possibile assistere a un transito soltanto quando Sole, pianeta e Terra sono esattamente allineati: una condizione che per Mercurio si realizza non più di 14 volte in un secolo, ma solo una dozzina di volte ogni mille anni nel caso di Venere il cui ultimo transito risale al 2012 mentre per il prossimo bisognerà attendere fino all’11 dicembre 2117; l'ultimo transito di Mercurio è avvenuto l'8 novembre 2006 mentre i prossimi si verificheranno l'11 novembre 2019 e il 13 novembre 2032.

    Fino a pochi decenni orsono, l’accurata misura dell’ “ingresso” e dell’ “uscita” dal disco solare del pianeta in transito era di estrema importanza, perché consentiva di calcolare le dimensioni dell’orbita terrestre. Oggi le distanze vengono misurate direttamente e con grande precisione con l’ausilio dei radar e delle sonde spaziale e l’osservazione dei transiti viene quindi effettuata quasi esclusivamente dagli appassionati.

     

    Consigli per l’osservazione

    Si eviti di osservare il transito di Mercurio senza adottare adeguate precauzioni: un’imprudenza potrebbe comportare gravissime conseguenze quali le cecità permanente. Inoltre l’osservazione a occhio nudo, con un adeguato filtro, non mostrerebbe alcunché, poiché le dimensioni apparenti del pianeta sono di soli 12 secondi d’arco, oltre 150 volte inferiori a quelle del disco solare. Anche un piccolo telescopio è però sufficiente per seguire il transito in ogni sua fase utilizzando il metodo della proiezione oculare. Senza mai osservare direttamente il Sole e senza guardare nell’oculare si punti lo strumento in direzione della nostra stella: il compito è facilitato se una decina di centimetri dietro l’oculare si pone un cartoncino bianco sul quale viene a proiettarsi l’immagine prodotta dal telescopio. Inquadrato il Sole, senza mai guardare nello strumento, agendo sulla messa a fuoco è possibile ottenere sul cartoncino bianco un’immagine ben definita nella quale è riconoscibile il disco luminoso del Sole e un piccolissimo punto scuro: il disco nero del pianeta in transito. È possibile aumentare o diminuire l’ingrandimento dell’immagine proiettata allontanando o avvicinando il cartoncino all’oculare dello strumento. 

     

    Circostanze geocentriche del transito (ora estiva)

    contatto esterno13h 12m 17s

    contatto interno13h 15m 29s

    fase massima16h 57m 24s

    contatto interno20h 39m 11s

    contatto esterno20h 42m 23s

     

    Anche se piccolo l'effetto della parallasse (il piccolo spostamento apparetente di Mercurio rispetto al disco solare per un osservatore situato in uno specifico punto della superficie terrestre) produce una lieve variazione degli istanti dei contatti. Per un osservatore nelle vicinanze di Roma (ma i tempi sono pressoché gli stessi per tutta l'Italia) gli istanti del transito sono i seguenti:

     

    Circostanze locali per Roma      (ora estiva)

    contatto esterno13h 12m 10s

    contatto interno13h 15m 21s

    fase massima16h 56m 01s

    contatto interno20h 37m 19s

    contatto esterno20h 40m 31s

     

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