Nuovo Orione Num.213
Il telescopio di Galileo dallo spazio a FIRENZE
Riccardo Renzi
L’AFFASCINANTE AVVENTURA SPAZIALE DELLO STRUMENTO CON IL QUALE È STATA FONDATA L’ASTRONOMIA MODERNA

È tornato. Chiariamo subito un fatto: non si tratta di uno degli autentici, originali telescopi del grande scienziato pisano. Troppo grande sarebbe stato il rischio di perdere o danneggiare uno tra gli oggetti più preziosi e carichi di significato, autentico patrimonio dell’Umanità: e pur tuttavia la copia è stata realizzata nel rispetto dei materiali e delle tecniche risalenti all’epoca galileiana, in uno sforzo collettivo teso a caricare l’avvenimento del significato che merita. Un’impresa nata quasi per scherzo Pensare che la cosa è nata quasi per scherzo, da una conversazione del nostro astronauta Paolo Nespoli col veterano dello spazio Michael “Mike” Massimino, di chiare origini italiane (che rivendica, con orgoglio, appena può). Alla NASA si stava preparando una missione di riparazione all’Hubble Space Telescope, di importanza vitale per il proseguimento dell’operatività del grande telescopio spaziale: Hubble era praticamente inservibile, con i giroscopi fuori uso e le camere di ripresa al limite dell’obsolescenza. La stessa missione di riparazione era in forte discussione: dopo la tragedia del Columbia, le uniche missioni Shuttle consentite dalla NASA rimangono quelle che prevedono l’attracco alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). In questo modo, nel caso di problemi sulla navetta al decollo, l’equipaggio può rimanere sulla stazione spaziale e attendere un’altra navetta (o utilizzare le navicelle di rientro Soyuz) per il rientro, “parcheggiando” lo Shuttle in attesa di riparazione sulla ISS.