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IMMAGINI DIGITALI Come misurare la magnitudine limite
Lorenzo Camolli
ACCANTO AI METODI DI MISURA PIÙ COMUNI, SE NE PROPONE UN ALTRO, CHE È IN GRADO DI FORNIRE RISULTATI MOLTO AFFIDABILI
Quanto in “profondo” si riesce ad andare con le riprese digitali? Qual è la stella più debole visibile nelle proprie immagini di profondo cielo? In sostanza, queste domande si possono ridurre a una misurazione: qual è la “magnitudine limite” del mio sistema di ripresa? Mentre per le osservazioni visuali si trova molta letteratura al proposito, e sono disponibili molti metodi sia per prevedere che per misurare la magnitudine limite visuale, per quanto riguarda le riprese digitali si trovano pochi spunti. Ed è forse per questa mancanza che non è inusuale vedere applicati i metodi visuali adattati alle immagini digitali; per esempio, andando semplicemente a cercare a occhio le stelle più deboli presenti in una fotografia. Per quanto riguarda la previsione della magnitudine limite nei CCD, si trova qualche spunto sia online che sulle riviste (vedi per esempio Nuovo Orione n. 114, novembre 2001, p. 54). Ogni considerazione sui CCD può essere facilmente estesa anche alle fotocamere DSLR, avendo l’accortezza di convertire l’immagine in bianco e nero, in modo da estrarre una ripresa il più profonda possibile. Qui rivolgeremo l’attenzione alla misura oggettiva della magnitudine limite, a partire da una ripresa digitale.
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